Iren punta su territori e dividendi con un piano da 6,4 miliardi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Dopo aver chiuso i primi nove mesi dell'anno con ricavi a 4,84 miliardi di euro, che segnano un incremento del 16%, e un utile netto di 219 milioni, in crescita del 12%, il gruppo Iren presenta un piano industriale che guarda al 2030 e che, con i suoi 6,4 miliardi di investimenti, mira a rafforzare la propria infrastruttura e la redditività. Il presidente Luca Dal Fabbro, garantendo agli azionisti una maggiore visibilità sui conti e dividendi in ascesa, ha sottolineato come questa strategia si fondi su un nuovo modello di business, il quale, pur non essendo stato dettagliato nei particolari operativi, rappresenta una svolta significativa per il multiutility italiano.

Gli investimenti sui territori

Saranno proprio i territori a beneficiarne in maniera sostanziale, come ha spiegato l'amministratore delegato Gianluca Bufo, il quale ha evidenziato l'impegno "notevole" previsto per Genova, dove le risorse saranno concentrate principalmente sul settore acquedottistico, sulla depurazione e sulla costruzione e il rinnovo di impianti di fognatura, senza tralasciare la rete gas e altri interventi. A Genova, peraltro, l'azienda si dichiara pronta a correre per la realizzazione del termovalorizzatore, un'opera di cui si discute da tempo e che rappresenta uno dei cardini dello sviluppo infrastrutturale nella zona.

Il caso di Torino

Anche Torino è destinata a ricevere una parte cospicua degli investimenti, con almeno 1,5 miliardi di euro stanziati per il suo sottosuolo. Le risorse, che si aggiungono a quelle già previste per altri progetti, saranno indirizzate verso tre ambiti principali: il potenziamento della rete elettrica, per il quale sono allocati 515 milioni, l'espansione del teleriscaldamento, che vedrà un impegno finanziario analogo, e l'ampliamento del termovalorizzatore del Gerbido, per il quale sono previsti 410 milioni. Si tratta di interventi che, nel loro insieme, mirano a modernizzare e rendere più efficiente il sistema energetico e di gestione dei rifiuti dell'area metropolitana.

I risultati finanziari

Il margine operativo lordo, che si è attestato a 1.003 milioni di euro registrando un +9%, è stato supportato dal contributo di tutte le linee di business, dal piano di sinergie e dal consolidamento di Egea Holding. La crescita dell'utile netto, che ha raggiunto i 219 milioni, è stata favorita anche dall'acquisto della quota di minoranza di Iren Acqua, un'operazione che ha consentito di semplificare la struttura societaria. Il piano, nel suo complesso, prevede di raggiungere un ebitda di 1,6 miliardi di euro al termine del periodo considerato, confermando una traiettoria di sviluppo solida e ambiziosa.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.