Sbarchi in Sardegna, altri 26 migranti raggiungono le coste del Sud: trasferiti a Monastir

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono 26 i migranti che hanno raggiunto oggi le coste del sud della Sardegna, andando ad aggiungersi ai 166 già arrivati da lunedì in una sequenza di approdi che, pur caratterizzata da numeri relativamente contenuti, sta mettendo a dura prova la capacità ricettiva delle strutture predisposte sull'isola. Gli arrivi si sono concentrati in due distinti episodi: il primo, nel primo pomeriggio, ha visto protagonisti dodici uomini sbarcati direttamente nel cuore del capoluogo, mentre il secondo, nelle ore serali, ha riguardato circa cinquanta persone intercettate al largo delle coste del Sulcis.

Le operazioni di soccorso e identificazione, coordinate dalle forze dell'ordine, sono attualmente in corso e, al netto delle procedure burocratiche, tutti i migranti verranno trasferiti presso il centro di accoglienza di Monastir, dove si tenta di far fronte a un flusso che non accenna a diminuire.

I dodici migranti fermati al porticciolo di Su Siccu a Cagliari

Il primo sbarco della giornata ha avuto luogo nel pomeriggio, quando una piccola imbarcazione con a bordo dodici uomini è riuscita a raggiungere il porticciolo di Su Siccu, a Cagliari, attraccando in pieno centro cittadino in via Caboto. La polizia, allertata probabilmente da alcuni residenti o da chi si trovava nella zona della pineta, ha intercettato i migranti pochi minuti dopo il loro arrivo, bloccandoli e avviando le procedure di rito.

I dodici, tutti di sesso maschile e apparentemente in buone condizioni di salute, sono stati condotti in una struttura temporanea per le prime verifiche sanitarie e identificative, ma al momento non è stata ancora resa nota la loro nazionalità, anche se alcune fonti informali fanno supporre che possano provenire dall'Algeria o da altre aree del Nord Africa.

Il trasferimento al centro di accoglienza di Monastir, che dista una quarantina di chilometri dalla città, dovrebbe avvenire nelle prossime ore, non appena saranno completati gli adempimenti burocratici e sarà disponibile il mezzo per il trasporto.

L'intercettazione al largo del Sulcis e il supporto aereo della guardia di finanza

A poche ore di distanza dallo sbarco nel capoluogo, un secondo episodio ha interessato le acque del Sulcis, dove la guardia di finanza ha intercettato circa cinquanta migranti nel corso di un'attività di pattugliamento notturna. I militari, che operavano con il supporto di un mezzo aereo, hanno individuato quattro piccoli barchini in navigazione a sud di Capo Teulada, una zona particolarmente esposta agli arrivi dal continente africano.

Le condizioni meteo, relativamente favorevoli, hanno consentito agli scafisti di tentare l'avvicinamento alla costa, ma la tempestiva azione delle forze dell'ordine ha permesso di bloccare l'operazione prima che i migranti potessero mettere piede sulla terraferma. Anche in questo caso, le persone intercettate sono state sottoposte a visite mediche sommarie e, come quelle arrivate a Cagliari, verranno trasferite a Monastir, dove il centro di accoglienza sta già gestendo un carico di lavoro notevole a causa dei 166 arrivi dei giorni precedenti.

La pressione sulle strutture di accoglienza e le procedure di identificazione in corso

Il susseguirsi di sbarchi, seppur non paragonabile ai picchi registrati in altre regioni italiane, sta mettendo in seria difficoltà il sistema di accoglienza sardo, e in particolare il centro di Monastir, che rappresenta il principale polo di smistamento per l'intera isola. La struttura, già utilizzata per gestire i flussi migratori che interessano la Sardegna, deve ora fare i conti con un'impennata di presenze che, in assenza di un rapido smistamento verso altre regioni o di un potenziamento dei posti disponibili, rischia di compromettere l'efficienza del servizio.

Le procedure di identificazione, che per i dodici migranti fermati a Cagliari sono ancora in una fase preliminare, dovrebbero consentire di chiarire le nazionalità e le eventuali posizioni di vulnerabilità, mentre per i cinquanta intercettati in mare si sta procedendo con analoghi accertamenti.

La questura di Cagliari e la prefettura hanno assicurato che il trasferimento a Monastir avverrà in tempi brevi, ma la continuità degli arrivi rende sempre più complessa la gestione di un fenomeno che, per quanto contenuto nei numeri assoluti, mostra una progressione costante e difficilmente arginabile con le sole risorse locali.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.