Caro carburanti, il governo studia una social card per il pieno agevolato a lavoratori e famiglie

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La fine dell'estate 2026 si porta dietro un'eredità pesante per gli automobilisti italiani, con i prezzi di benzina e gasolio che hanno superato ampiamente la soglia psicologica dei due euro al litro, e che ora spingono il governo a studiare nuove misure per alleviare il peso sulle tasche di famiglie e imprese.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sta valutando l'introduzione di una sorta di social card per il carburante, uno strumento che però, a differenza di interventi generalizzati come il taglio delle accise, si caratterizzerebbe per la sua natura selettiva, destinata a chi utilizza il veicolo per motivi professionali o si trova in una condizione economica di particolare fragilità.

L'idea, insomma, è quella di concentrare le risorse pubbliche dove il bisogno è più sentito, evitando di disperderle in un aiuto indistinto che finirebbe per coinvolgere anche chi non subisce in modo critico l'aumento dei costi alla pompa.

Un'estate da record per i rincari

I numeri parlano chiaro e raccontano una storia di rincari senza tregua che ha caratterizzato i mesi caldi dell'anno. Secondo gli ultimi dati dell'Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nella giornata di oggi, 31 agosto 2026, il prezzo medio della benzina in modalità self-service lungo la rete stradale nazionale ha raggiunto quota 2,017 euro al litro, mentre per il gasolio la media si è attestata a 2,130 euro al litro.

Se si viaggia in autostrada, il conto si fa ancora più salato, con la benzina a 2,097 euro al litro e il gasolio che sfiora i 2,205 euro al litro. La stima dell'Ufficio economico di Confesercenti offre una prospettiva ancor più allarmante: quest'estate, a parità di consumi, fare il pieno è costato agli italiani fino a 1,8 miliardi di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con un aggravio complessivo della spesa per i rifornimenti del 21%.

A tradurre questi dati in un'esperienza concreta per gli automobilisti, per un pieno da 50 litri si spendono oggi circa 14 euro in più per un'auto a benzina e oltre 20 euro in più per un modello diesel rispetto a un anno fa, quando i prezzi medi si aggiravano rispettivamente intorno a 1,70 e 1,63 euro al litro.

La strategia del ministro Urso: selettività e sostegno al settore

Il ministro Urso ha ribadito con chiarezza l'impostazione che il governo intende seguire per fronteggiare questa emergenza, spiegando che le prossime misure non saranno a pioggia, ma mirate a sostenere chi è davvero in difficoltà.

“Saranno misure selettive, innanzitutto a beneficio di chi si sposta per lavoro e dei ceti meno abbienti, oltre alla filiera dell'autotrasporto che abbiamo preservato con il credito di imposta, limitando così l'impatto inflattivo”, ha dichiarato Urso in un'intervista a 'Il Giornale', delineando così i contorni di quella che potrebbe diventare una social card per il carburante.

Il ministro ha anche sottolineato l'importanza di agire tempestivamente per evitare che il caro-carburanti inneschi una pericolosa spirale inflazionistica che si riverberi sull'intero sistema economico, e in questo senso la priorità è quella di preservare la filiera dell'autotrasporto, su cui viaggia circa l'80% delle merci nella penisola.

Per questo, oltre a eventuali bonus per i privati, il governo sta lavorando a un piano che comprenda il rifinanziamento del credito d'imposta per il gasolio destinato agli autotrasportatori, una misura già sperimentata in passato che ha dimostrato di poter limitare il contagio dei rincari sui prezzi al consumo.

Le richieste degli autotrasportatori e il dibattito politico

Proprio il mondo dell'autotrasporto, uno dei comparti più colpiti dall'escalation dei prezzi del gasolio, sta alzando la voce per chiedere interventi concreti e tempestivi. Gli operatori del settore chiedono al governo di essere convocati a Palazzo Chigi per discutere misure che vadano oltre il semplice credito d'imposta, chiedendo a gran voce anche maggiori sconti su pedaggi e tasse, al fine di contenere costi aumentati fino al 45% a causa del caro gasolio.

La loro richiesta è quella di un sostegno “fresco” che possa evitare la cessazione dell'attività di migliaia di aziende, e il loro monito è che senza un intervento deciso il rischio è che l'intera catena logistica e, di conseguenza, i prezzi sugli scaffali dei supermercati, subiscano un'impennata destinata a gravare ulteriormente sui bilanci delle famiglie.

Nel frattempo, all'interno della maggioranza si sta facendo strada la richiesta, avanzata in particolare dalla Lega, di allargare il perimetro degli aiuti anche al ceto medio, tradizionalmente escluso da questo tipo di bonus, con la proposta di elevare la soglia ISEE per accedere al beneficio fino a 50.000 euro, coinvolgendo anche le partite IVA, che altrimenti resterebbero tagliate fuori.

Si tratta di un fronte caldo, su cui il confronto è ancora aperto e che vede coinvolti i vertici della coalizione, in un tentativo di trovare una quadra che concili l'urgenza degli interventi con la sostenibilità delle risorse a disposizione.

Le possibili strade percorribili

L'ipotesi al vaglio del ministero delle Imprese e del Made in Italy è quella di integrare una sorta di bonus carburante all'interno della già esistente Carta “Dedicata a te”, uno strumento pensato per sostenere le famiglie in difficoltà con un contributo per la spesa alimentare, ma che potrebbe essere esteso per coprire anche i costi del rifornimento. Questo meccanismo, che potrebbe prevedere un importo aggiuntivo da caricare sulla stessa carta, consentirebbe di indirizzare il sostegno in modo preciso e veloce, senza dover creare un nuovo strumento da zero.

Tuttavia, al momento non sono stati definiti né l'importo specifico del bonus, né i requisiti precisi per accedervi, né tantomeno i tempi di attuazione; si tratta di una delle diverse opzioni sul tavolo del governo, e la sua concreta realizzazione dipenderà dalla disponibilità di risorse e dal confronto politico in corso per trovare una soluzione condivisa.

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