I cinque motivi per cui la Roma può credere allo scudetto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare. La Roma di Gian Piero Gasperini, dopo il pareggio per 2-2 contro l'Inter all'Olimpico, ha dimostrato di non avere più paura di nessuno. Lo ha fatto in un primo tempo dominato, chiuso sul doppio vantaggio firmato dalla doppietta di Manu Koné, e in una ripresa in cui ha subito la rimonta nerazzurra senza mai rinunciare a giocarsi la partita a viso aperto contro un avversario fortissimo.

Alla pari, e questa è la novità, per una squadra che negli ultimi anni aveva sempre sofferto lo scontro con i campioni d'Italia in carica, come dimostra il 5-2 subito a San Siro nella scorsa stagione.

Una macchina che corre e non si ferma

C'è una parola che torna spesso quando si prova a raccontare questa Roma: macchina. Non è un caso. La squadra corre, va veloce, conosce i propri limiti ma soprattutto sa come superarli. Un tipo di consapevolezza che a Trigoria non si respirava da tempo. Il merito, fin qui, è tutto di Gasperini. La sua Roma sa attaccare, sa difendere e sa fare male quando conta. Il gioco europeo del tecnico piemontese fa sognare una città intera: un calcio verticale, aggressivo, martellante.

È il giorno in cui ci si sente belli e bravi, ma anche imperfetti, e poco importa: conta essere consapevoli dei propri mezzi, come è accaduto contro l'Inter ma anche con Fiorentina, Lecce, Atalanta, Torino e Fenerbahce.

I numeri di un primato costruito sulle certezze

Il primato in classifica non è un episodio isolato. Dopo cinque giornate, la Roma guida la Serie A con 13 punti, frutto di quattro vittorie e un pareggio, gli stessi punti dell'Inter ma con una differenza reti nettamente superiore: più undici contro più sette. L'attacco ha già messo a segno 14 gol, il miglior avvio offensivo del club dal 2004/05, superando le 13 reti del 2016/17. La difesa, dal canto suo, ha subito appena tre reti, con tre clean sheet nelle prime cinque partite.

Numeri da record che collocano la retroguardia giallorossa ai vertici non solo del campionato italiano ma dei principali campionati europei, insieme all'Arsenal.

Svilar e la difesa blindata: il segreto dietro il muro giallorosso

Merito di Mile Svilar e di un reparto che funziona come un ingranaggio: levi uno, metti l'altro, e il risultato non cambia. Il portiere serbo ha collezionato 13 parate con una percentuale di interventi riusciti dell'81,2%, risultando decisivo nei momenti chiave contro l'Inter su Bisseck e Lautaro, e a Torino su Simeone. La sua continuità attraversa ormai diverse gestioni tecniche, da De Rossi a Ranieri fino alla conferma con Gasperini.

In estate la Roma ha respinto offerte superiori ai 40 milioni, compreso un tentativo della Juventus, e il rinnovo fino al 2030 ha consolidato il suo ruolo di leader nello spogliatoio. Davanti a lui, la linea difensiva composta da Mancini, Hermoso e Ndicka rappresenta una garanzia: un blocco che Gasperini non vuole toccare, convinto che la miglior difesa sia la base da cui ripartire per costruire una stagione da protagonista.

Malen, Dybala e la qualità che fa la differenza

Se la difesa è una certezza, l'attacco è la variabile impazzita che può spingere la Roma fino in fondo. Donyell Malen ha già segnato sei gol in cinque giornate, contribuendo a circa il 43% delle reti totali della squadra. Accanto a lui, Paulo Dybala ha confezionato quattro assist, dimostrando di essere quel giocatore capace di accendere la luce nei momenti di bisogno. La combinazione tra i due, come sottolineato da Gasperini dopo la vittoria sul Torino, produce situazioni pericolose con continuità.

E c'è anche Manu Koné, autore della doppietta contro l'Inter, che con due gol in campionato si sta ritagliando un ruolo da protagonista. Abel Balbo, storico attaccante giallorosso, ha definito Malen «semplice ed efficace» e ha aggiunto che con lui la Roma può sognare lo scudetto: «L'Inter è ancora superiore perché ha una rosa più completa, ma la Roma è l'unica che può competere per lo scudetto».

La profondità della rosa e le alternative in panchina

Uno dei segreti della Roma di Gasperini è la capacità di mantenere lo stesso livello di intensità anche con il turnover. L'allenatore ha costruito una rosa con due giocatori per ruolo, una condizione che gli consente di gestire le partite senza cali evidenti. Fabio Capello, ultimo tecnico a vincere lo scudetto con i giallorossi, ha osservato come «tutti giocano con lo stesso desiderio di vincere perché capiscono di essere competitivi», sottolineando che nessun giocatore entrato dalla panchina ha mostrato atteggiamenti di sufficienza.

La profondità del gruppo ha permesso alla Roma di affrontare un calendario impegnativo tra campionato e coppe senza perdere colpi, mantenendo un rendimento costante che dura ormai da dieci partite consecutive in Serie A, con almeno due gol segnati in ogni incontro.

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