Hadja Lahbib e il kit di sopravvivenza: la polemica social e la strategia Ue per le emergenze
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
La commissaria europea Hadja Lahbib, responsabile della Preparazione e gestione delle crisi, ha scatenato un acceso dibattito dopo la pubblicazione di un video in cui illustrava come assemblare un kit di sopravvivenza da 72 ore, suggerendo ai cittadini dell’Unione di prepararsi a possibili emergenze. Il clip, diffuso sui social, ha superato i due milioni di visualizzazioni su X, ma l’ondata di reazioni negative – tra insulti, sarcasmo e critiche per il tono ritenuto inappropriato – l’ha costretta a disabilitare i commenti.
La scelta di Lahbib, che nel video appariva sorridente mentre elencava oggetti essenziali come acqua, cibo non deperibile e farmaci, è stata interpretata da molti come una banalizzazione di scenari potenzialmente drammatici, dalla guerra ai disastri naturali. A complicare la situazione, il suo passato: nel 2021, infatti, la commissaria belga visitò la Crimea – territorio annesso dalla Russia nel 2014 – con un visto rilasciato da Mosca, un dettaglio che ha riacceso polemiche sulla sua posizione politica.
L’iniziativa rientra nella «Strategia dell’Unione per la Preparazione», un piano della Commissione Europea che prevede 30 misure per rafforzare la resilienza collettiva di fronte a crisi imprevedibili. Tra gli obiettivi, quello di sensibilizzare i cittadini sull’importanza di un approccio proattivo, incoraggiandoli a dotarsi di strumenti basici per affrontare i primi momenti critici. Sebbene il progetto sia stato lanciato con intenti pragmatici, la comunicazione istituzionale ha sollevato interrogativi sull’efficacia del messaggio, soprattutto in un contesto geopolitico già segnato da tensioni.




