Massive Attack contro la censura: «Nessun artista dovrebbe tollerare che un altro artista venga messo a tacere»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
CULTURA E SPETTACOLO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   I Massive Attack tornano a parlare di Palestina e lo fanno con un messaggio che non lascia spazio a interpretazioni. Il gruppo di Bristol ha pubblicato sui social un intervento sulla libertà degli artisti e sul silenzio dell'industria dell'intrattenimento, senza citare direttamente Ed Sheeran o Macklemore, ma nel pieno del caso che sta travolgendo il Loop Tour. «La "neutralità" di fronte al massacro di oltre 20mila bambini non potrà mai essere neutralità», si legge nel post.

«Nessun artista dovrebbe tollerare la censura di un altro artista, per quanti milioni di dollari ci siano in gioco».

La vicenda era esplosa dopo i concerti del 4 e 5 settembre al MetLife Stadium, in New Jersey, quando Macklemore aveva pronunciato dal palco le parole «Free Palestine» durante la sua esibizione di apertura del tour di Ed Sheeran. Il rapper aveva anche eseguito il brano di protesta Hind's Hall, accompagnato da immagini della distruzione a Gaza. La presa di posizione aveva spinto l'Israeli American Council a lanciare una petizione per chiederne l'esclusione, sostenendo che quello di Sheeran «sarebbe dovuto essere un concerto, non un comizio politico».

Il promoter delle date statunitensi, Messina Touring Group, aveva poi confermato la decisione con una nota: diversi gestori degli stadi avevano comunicato di non voler ospitare gli spettacoli con Macklemore in scaletta, mettendo a rischio la prosecuzione dell'intera tournée.

La decisione ha innescato una reazione a catena tra gli artisti coinvolti nel tour. Finneas O'Connell, fratello di Billie Eilish, ha annunciato il proprio ritiro dalle date successive, spiegando che «gli artisti non devono essere messi a tacere quando prendono posizione a favore degli oppressi». Con lui hanno lasciato il Loop Tour anche Lukas Graham, Aaron Rowe e la band folk irlandese Beoga, che accompagna Sheeran dal vivo.

I Beoga, tra i fondatori del movimento Irish Artists for Palestine, hanno dichiarato di non poter accettare di esibirsi in luoghi dove chi si schiera per la Palestina viene zittito. Lukas Forchhammer, frontman dei Lukas Graham, ha scritto che «nessun conto in banca dovrebbe decidere chi può parlare o quale sofferenza ci è permesso riconoscere». Aaron Rowe ha motivato la scelta richiamando le proprie radici irlandesi: «Noi irlandesi sappiamo fin troppo bene cosa sono il genocidio, la carestia imposta, l'occupazione violenta».

Ed Sheeran ha rotto il silenzio con un post sui social in cui ha preso le distanze dalla decisione di escludere Macklemore. «È stata una decisione del promoter, non mia», ha scritto il cantautore britannico, precisando che il contratto del rapper era con l'organizzatore della tournée. Sheeran ha spiegato di aver trascorso giorni cercando una mediazione tra le parti, senza riuscire a trovare un compromesso.

Ha anche risposto all'accusa di essersi rifugiato nella neutralità: «Non sono complice», ha affermato, sostenendo di avere opinioni personali sul conflitto che sceglie di non rendere pubbliche perché nel suo pubblico ci sono molti bambini e ragazzi. Macklemore, da parte sua, ha rivendicato la scelta di prendere posizione: «Non esiste una posizione neutrale tra l'oppressore e l'oppresso. Quando una parte ha le bombe e un sostegno finanziario e militare illimitato dall'America, rifiutarsi di schierarsi non ti lascia nel mezzo».

Il messaggio dei Massive Attack arriva a poche settimane da un altro episodio che ha visto il gruppo protagonista. Lo scorso 29 luglio, durante un concerto allo Star Theatre di Singapore, il pubblico aveva iniziato a intonare il coro «Free Palestine» e la band aveva srotolato sul palco una bandiera palestinese. Al termine dello spettacolo, i membri del gruppo sono stati fermati dalla polizia locale, isolati e interrogati separatamente, con perquisizioni nelle camere d'albergo e il sequestro temporaneo dei passaporti.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.