Paola Iezzi si racconta a Verissimo: “Con lui non sono gelosa, ma il matrimonio mi fa come a Julia Roberts”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è un meccanismo, ormai consolidato, che si innesca ogni volta che il salotto di Silvia Toffanin apre le sue porte patinate; e quel meccanismo, va detto, funziona sempre con la stessa efficacia, perché spinge i personaggi pubblici a lasciare cadere maschere e riserve, quasi fossero ipnotizzati da un rituale ormai collaudato. L’ultima a cadere vittima – per così dire – di questa atmosfera è stata Paola Iezzi, che del duo Paola & Chiara rappresenta da sempre la metà forse più riflessiva, ma non per questo meno esposta mediaticamente: volto noto al grande pubblico anche per il ruolo di giudice a X Factor, dove siede ormai da due stagioni, e reduce dal lancio del suo primo brano solista, “Stessa direzione”.

Una relazione lunga quasi vent’anni, lontana dai riflettori

La cantante 52enne ha parlato a cuore aperto, nella puntata del programma del fine settimana di Canale 5, del rapporto che la lega da diciotto anni a Paolo Santambrogio, fotografo e regista. L’ha definito la sua “roccia”, un termine che nelle interviste delle celebrity rischia talvolta di suonare come un luogo comune; ma nel caso di Iezzi, il modo con cui ne ha descritto la presenza costante, mai invasiva ma sempre solida, ha restituito l’immagine di una coppia che sembra aver scelto consapevolmente la discrezione come forma di protezione. Lui lavora nell’universo della moda e della pubblicità, un ambiente in cui si incrociano modelle “bellissime”, per usare le parole della cantante, dalla mattina alla sera. Un dettaglio, questo, che lei stessa ha trasformato in un piccolo spunto ironico.

“Non sono gelosa, lui sì”: la dinamica raccontata senza filtri

“Io non sono gelosa – ha confessato Iezzi, con un tono che mescolava sincerità e leggerezza – lui, invece, un po’ sì”. Una dichiarazione che capovolge gli stereotipi più comuni, spesso alimentati dai reality e dai rotocalchi, dove a soffrire di gelosia sarebbe quasi sempre la donna. Qui accade l’opposto: Paolo Santambrogio, nonostante (o forse proprio a causa di) quell’esposizione quotidiana a canoni estetici spesso irraggiungibili, fatica a nascondere una certa apprensione. Lei, al contrario, sembra aver fatto pace con l’idea che il lavoro del compagno non intacchi la sostanza di un legame costruito su anni di convivenza e progetti condivisi. Nessun dramma, nessuna scenata: solo la consapevolezza matura che la fiducia, in fondo, si misura proprio nei contesti più esposti.

La proposta di matrimonio c’è stata, ma Iezzi scappa come Julia Roberts

Il capitolo più curioso dell’intervista, quello destinato a rimbalzare sui social e nei titoli dei settimanali, riguarda però le nozze. “La proposta c’è stata – ha ammesso Paola Iezzi – ma l’idea del matrimonio mi crea un po’ di ansia”. Per spiegare questa sensazione, ha usato un paragone cinematografico tanto inaspettato quanto calzante: “Io sono come Julia Roberts”. Il riferimento, chiarissimo, è a “Moglie a sorpresa” (o “Runaway Bride”, per usare il titolo originale), quella commedia in cui l’attrice americana interpreta una donna che fugge più volte dall’altare prima di trovare un equilibrio. Nessuna fuga fisica, nel caso della cantante milanese, ma una ritrosia che definisce “non contro il matrimonio in sé, quanto contro la messa in scena che lo accompagna”. Le nozze, con i suoi tempi, le cerimonie, le aspettative altrui, le sembrano una gabbia dorata; la relazione, invece, funziona benissimo così com’è, senza bisogno di un timbro o di una festa.

La scelta consapevole di non avere figli e la normalità di una vita privata riservata

Sempre nel corso della chiacchierata con Silvia Toffanin, Paola Iezzi ha toccato anche il tema della maternità, rivelando con la stessa franchezza una decisione presa tempo fa: quella di non diventare madre. Un argomento, quest’ultimo, che per le donne pubbliche – e soprattutto per quelle che hanno superato i cinquanta – si trasforma spesso in un terreno minato, tra domande indiscrete e giudizi impliciti. La cantante lo ha invece affrontato come un dato di fatto, parte di un percorso personale in cui non c’è rimpianto, ma nemmeno bisogno di giustificazioni. Paolo Santambrogio, dal canto suo, ha sempre condiviso questa scelta, dimostrando ancora una volta perché lei lo considera un punto fermo. L’intervista a Verissimo, in fondo, ha restituito il ritratto di una donna che ha imparato a convivere con le proprie ansie – quelle sì, riconosciute senza vergogna – trasformandole in racconto, senza urlare, senza piangersi addosso, semplicemente raccontandosi.

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