Coppa Italia, le formazioni ufficiali di Atalanta-Lazio: dal 1' Gila e Zalewski

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La semifinale di ritorno, quella che assegnerà all’Inter l’ultima avversaria nella finale di Coppa Italia, si gioca stasera al Gewiss Stadium con un verdetto ancora apertissimo: il 2-2 dell’andata all’Olimpico, com’è noto, costringe entrambe le squadre a inseguire la vittoria senza potersi nascondere dietro calcoli spuri. Raffaele Palladino, che osserva il riscaldamento dei suoi con le mani in tasca e lo sguardo perso verso il “torello” in mezzo al campo, ha diramato le scelte ufficiali e l’attacco sarà affidato a Krstovic, supportato alle spalle dal tandem composto da Charles De Ketelaere e Zalewski. Proprio il polacco, arrivato nella finestra di mercato invernale, parte dal 1′ in un ruolo di raccordo tra mediana e punta, segno che Palladino cerca mobilità più che staticità. Dall’altra parte Maurizio Sarri, visibilmente concentrato sulle ultime indicazioni ai suoi, risponde con un undici che presenta alcune novità di rilievo: Cancellieri prende il posto di Isaksen, Noslin viene preferito a Maldini, mentre Marusic – recuperato proprio per questa occasione – occupa la fascia sinistra. La sorpresa più netta, tuttavia, riguarda Patric, schierato titolare in mediana anziché nel pacchetto arretrato; una mossa che Sarri giustifica con la necessità di avere più palleggio e fisicità in mezzo al campo.

Una stagione sul filo del dentro o fuori

La posta in palio, va detto, non è soltanto un biglietto per la finale di Roma. Per la Lazio di Sarri, reduce da un cammino in campionato definibile come disastroso da buona parte della stampa specializzata, questa partita rappresenta l’ultima occasione concreta per portare un trofeo in capitale e salvare una stagione altrimenti destinata all’oblio. L’Atalanta, dal canto suo, non vive certo un momento di grazia assoluta: Palladino arriva a questa sfida dopo la sconfitta interna contro la Juventus e il pareggio – per certi versi beffardo – nell’ultimo derby dell’Olimpico contro la Roma di Gasperini. Eppure la Dea è ancora in corsa per un piazzamento europeo, e una finale di Coppa Italia regalerebbe linfa e credibilità a un progetto che, a tratti, ha mostrato segnali di stanchezza. Antonio Percassi, affacciatosi dal tunnel pochi minuti prima del fischio d’inizio, osserva da vicino l’avvicinamento alla gara mentre dalla curva i cori diventano incessanti. I decibel, alla New Balance, si alzano progressivamente: non solo quelli delle casse che pompano musica durante il riscaldamento, ma anche quelli provenienti dagli spalti, dove la tensione si taglia con un coltello.

Le scelte di formazione e i recuperi decisivi

Analizzando nel dettaglio le formazioni ufficiali, emerge con chiarezza come entrambi gli allenatori abbiano cercato soluzioni in grado di sorprendere l’avversario. Nella Lazio, l’assenza di Isaksen dal primo minuto ha lasciato molti osservatori perplessi, ma Cancellieri – dotato di maggiore propensione al sacrificio difensivo – garantisce un equilibrio che Sarri ritiene indispensabile in trasferta. Noslin, invece, viene schierato al posto di Maldini: una scelta che premia la capacità dell’olandese di attaccare la profondità, caratteristica che potrebbe mettere in difficoltà la retroguardia bergamasca, spesso scoperta sulle transizioni. Marusic, il cui recupero era stato annunciato solo nelle ultime ore, occupa la corsia sinistra con il compito di limitare le incursioni di Zalewski. Patric, infine, agirà in mediana accanto ai compagni di reparto; una soluzione tattica già vista in altre occasioni, mai però in una gara dal peso specifico così elevato. Per l’Atalanta, Krstovic è il terminale offensivo, mentre alle sue spalle CDK e Zalewski dovranno alternarsi tra costruzione e inserimenti senza palla. Palladino ha insistito molto, negli allenamenti precedenti, sulla necessità di non lasciare spazi tra le linee: un avvertimento che diventa quasi un’ossessione, vista la capacità della Lazio di colpire in ripartenza.

Il contesto di una semifinale che profuma di resa dei conti

La prima semifinale, andata in scena a San Siro tra Inter e Como, si era chiusa sul punteggio di 3-2 per i nerazzurri, garantendo loro l’accesso alla finale. Ora, tocca ad Atalanta e Lazio contendersi l’ultimo biglietto disponibile. Il risultato dell’andata (2-2) impone alla formazione di Palladino di non perdere, ma anche di segnare almeno un gol in caso di pareggio con più di due reti complessive. D’altro canto, alla Lazio basterebbe un pari con tre o più marcature, oppure una vittoria di misura (1-0, 2-1, eccetera). Una situazione, questa, che spinge inevitabilmente verso il rischio calcolato. E mentre dalle curve gli incitamenti si fanno più serrati, Palladino continua a passeggiare a bordo campo, lo sguardo distratto ma la mente che macina schemi. Gila e Zalewski, due dei nomi più attesi dal 1′, sono i simboli di una serata che può cambiare il corso di un’intera annata. Senza troppe parole, senza retorica: solo il campo, e quello che dirà il tabellone a novanta minuti più recupero.

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