Temple Israel di Detroit, assalitore ucciso dalla sicurezza: nel veicolo una quantità rilevante di esplosivo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   È stato neutralizzato prima che potesse compiere una strage, l’uomo che nel pomeriggio di oggi, giovedì 12 marzo, ha preso d’assalto la sinagoga Temple Israel di West Bloomfield, sobborgo a nord-ovest di Detroit, in Michigan. Il personale di sicurezza armato presente all’interno della struttura, una delle più grandi congregazioni riformate degli Stati Uniti che ospita al suo interno anche un centro per l’infanzia con un asilo frequentato da circa 140 bambini, ha ingaggiato uno scontro a fuoco con l’assalitore dopo che questi, alla guida di un veicolo, aveva sfondato l’ingresso principale del complesso religioso.

La dinamica dell’attacco e l’intervento degli addetti alla sicurezza

Secondo quanto ricostruito dallo sceriffo della contea di Oakland, Michael Bouchard, il sospettato ha dapprima utilizzato il proprio automezzo come un ariete, sfondando i cancelli e le porte d’accesso, per poi proseguire la sua folle corsa all'interno dei corridoi dell'edificio. Le immagini dei circuiti di videosorveglianza, come riferito dallo sceriffo nel corso di una conferenza stampa, mostrano l’individuo mentre si muove “con determinazione” lungo le hall, a bordo del suo pick-up, sollevando polvere e detriti. È in quel frangente che una delle guardie di sicurezza, nonostante sia stata investita e ferita dal veicolo durante l'impatto – riportando lesioni che hanno reso necessario il ricovero in ospedale, sebbene non in pericolo di vita – è comunque riuscita ad aprire il fuoco contro l’aggressore, coadiuvata da altri colleghi. L’assalitore, la cui identità non è stata ancora divulgata dalle autorità, è stato trovato senza vita all'interno del suo stesso veicolo, il cui abitacolo è stato in parte divorato dalle fiamme sprigionatesi dopo l'incidente; al momento non è dato sapere con certezza se il decesso sia riconducibile ai colpi d'arma da fuoco sparati dai sorveglianti o all'incendio conseguente all'impatto.

L’allarme esplosivi e le misure di sicurezza immediatamente adottate

L’allarme, inizialmente diramato per una sparatoria in corso con possibile situazione di ostaggi, si è rapidamente trasformato in un'operazione ad alto rischio quando i primi soccorritori, giunti sul posto intorno alle 12:30 ora locale, hanno effettuato un sopralluogo sul veicolo. Nel cassone posteriore del pick-up utilizzato per l'irruzione, le forze dell'ordine hanno rinvenuto quella che è stata descritta da più fonti come una "notevole quantità di esplosivi" e ordigni potenzialmente artigianali. La scoperta ha immediatamente innalzato il livello di allerta, costringendo gli artificieri della polizia statale e dell'FBI, accorsi insieme allo sceriffo Bouchard e al direttore dell'FBI Kash Patel, a bonificare l'area con l'ausilio di unità cinofile specializzate e squadre di sminamento, operazione che ha richiesto diverse ore e l'evacuazione di tutte le persone presenti, inclusi i bambini e il personale docente della scuola, prontamente messi in salvo e trasferiti in un luogo sicuro. La pronta reazione della sicurezza interna, come ha tenuto a sottolineare lo stesso sceriffo, ha evitato quella che avrebbe potuto trasformarsi in una delle più gravi stragi in un luogo di culto negli ultimi anni, anche se il procuratore generale e le autorità federali non hanno ancora formalmente classificato l'episodio come atto di terrorismo, in attesa di chiarire la matrice e l'identità del responsabile.

Il contesto di tensione e il dispiegamento di forze dell'ordine

L’attacco di oggi avviene in un clima di accresciuta tensione per la comunità ebraica americana, già in allerta dopo l'inasprirsi del conflitto in Medio Oriente e i recenti raid congiunti di Stati Uniti e Israele contro obiettivi in Iran. Lo stesso sceriffo Bouchard ha rivelato ai giornalisti come, nelle ultime due settimane, i suoi uffici avessero ricevuto e condiviso informazioni di intelligence a livello nazionale riguardanti un potenziale innalzamento della minaccia per le istituzioni religiose ebree, il che aveva portato a intensificare i contatti con i responsabili della sicurezza della sinagoga, preparandoli a uno scenario del genere. La notizia dell'assalto ha provocato un'immediata mobilitazione a livello nazionale: il dipartimento di polizia di New York ha annunciato il rafforzamento dei pattugliamenti ad alta visibilità presso istituzioni culturali e religiose ebraiche, mentre analoghe misure sono state adottate a Los Angeles, Washington e Philadelphia, in via precauzionale e per scongiurare fenomeni emulativi.

I soccorsi e lo stato di salute dei presenti

Nonostante la violenza dell'impatto e il successivo incendio, che ha causato ingenti danni alla struttura e l'emissione di una densa colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza, il bilancio finale, al netto del decesso dell'assalitore, è di un solo ferito lieve, la guardia di sicurezza investita. Otto operatori di primo soccorso sono stati comunque presi in carico dal sistema sanitario Henry Ford per aver riportato sintomi non meglio specificati, probabilmente legati all'inalazione di fumi o all'esposizione a sostanze durante le operazioni di bonifica del veicolo carico di esplosivo. I dirigenti della Temple Israel hanno pubblicamente elogiato l'operato delle guardie e degli insegnanti, che hanno seguito i protocolli di sicurezza mantenendo la calma e mettendo in salvo i piccoli studenti, molti dei quali sono stati poi riabbracciati dai genitori, accorsi in preda al panico dopo le prime frammentarie notizie dell'attacco.

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