Ucraina, via al progetto Freyja per un sistema antimissile low-cost. E Mosca critica Trump sui Patriot

Ucraina, via al progetto Freyja per un sistema antimissile low-cost. E Mosca critica Trump sui Patriot
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La guerra in Ucraina si arricchisce di un nuovo, potenziale, capitolo tecnologico. Durante il vertice Nato di Ankara, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato lo sviluppo di un sistema antimissile balistico, battezzato Freyja, che ambisce a diventare un'alternativa europea e più economica al celebre Patriot statunitense.

Il progetto, che vede già coinvolti otto partner europei, punta a colmare un vuoto critico nella difesa aerea ucraina, mettendo in campo una capacità di intercettazione paragonabile a quella del sistema americano, ma con un occhio di riguardo alla produzione di massa e ai costi.

Il progetto Freyja: ambizioni e sfide

L'iniziativa, come spiegato dallo stesso Zelensky ai giornalisti, vede l'Ucraina in una posizione di leadership, in particolare per quanto riguarda la realizzazione del missile intercettore, affidata alla società Fire Point. Tuttavia, un sistema di difesa aerea completo non è solo un missile, ma richiede radar, sistemi di controllo e una miriade di altri componenti tecnologicamente avanzati.

Ed è proprio qui che entra in gioco l'apporto dei partner europei, chiamati a fornire quelle tecnologie che Kiev non possiede ancora, accelerando così i tempi di realizzazione che, da soli, richiederebbero anni. L'obiettivo dichiarato è di rendere il sistema operativo "molto rapidamente", grazie a una coalizione antibalistica dedicata, con l'auspicio che il progetto non solo difenda l'Ucraina ma rafforzi l'intero continente.

La strategia ucraina tra produzione interna e aiuti occidentali

Il progetto Freyja si inserisce in una strategia più ampia di Kiev, che cerca di diversificare le fonti di approvvigionamento per la difesa aerea, messa a dura prova dai continui bombardamenti russi. Da un lato, Zelensky ha ribadito l'attesa per l'arrivo di nuovi missili intercettori Patriot dagli Stati Uniti, che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni, e ha ricordato gli accordi per i sistemi SAMP-T con la Francia.

Dall'altro, la spinta verso un sistema europeo e a costi contenuti nasce anche dalla constatazione che i tempi di produzione e le code d'attesa per i sistemi esistenti, come Patriot e SAMP-T, sono lunghi e le scorte limitate. Freyja rappresenterebbe quindi una risposta strutturale a una minaccia che, come dimostrano i recenti attacchi a Kiev, è quotidiana e in evoluzione.

La reazione del Cremlino: "Sbagliato l'approccio di Trump"

Le dichiarazioni di Trump sulla concessione a Kiev di una licenza per produrre i missili Patriot hanno scatenato la reazione di Mosca, che ha parlato di un "malinteso" nell'amministrazione americana. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha commentato le affermazioni del presidente Usa, affermando che l'idea che "attraverso l'escalation e la pressione militare si possa favorire il ritorno a un percorso di risoluzione pacifica è un giudizio errato". Peskov ha quindi ribadito che Mosca dovrà "ampliare la zona cuscinetto".

Nonostante la durezza delle parole sull'ennesimo invio di armi a Kiev, Mosca ha preso atto della "duplicità" di Trump che, diversamente dagli europei, "mantiene il desiderio di contribuire a un processo di pace", un atteggiamento che il Cremlino dice di accogliere favorevolmente, pur considerandolo un passo contraddittorio.

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