Caldo africano per sette giorni, sarà più forte su queste regioni
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Redazione Interno
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Ebbene sì, la tregua dal caldo estremo sta per finire. Non che ora faccia fresco, sia chiaro, ma quantomeno le temperature sono un po' più sopportabili su gran parte d'Italia. Nei prossimi giorni, però, la colonnina di mercurio riprenderà a salire con fin troppa facilità: il caldo africano diverrà di nuovo protagonista su buona parte d'Italia, e stavolta a farne le spese sarà soprattutto il Nord, con picchi che potrebbero toccare e superare i 40 gradi.
La tregua è agli sgoccioli: torna il caldo africano
A dirla tutta l'afa non è mai andata via, soprattutto su Sardegna, Sicilia occidentale e alcuni territori del versante tirrenico, incluso il Lazio e la capitale. Ma del resto, dopo settimane e settimane di caldo intenso, il Mar Tirreno si è fortemente riscaldato ed ha accumulato un'enorme quantità di calore che inevitabilmente favorisce un'evaporazione molto maggiore rispetto ad altri momenti dell'anno. Proprio per questo motivo il Mediterraneo continua a produrre umidità a non finire per le città costiere e pianeggianti, soprattutto sui versanti tirrenici.
In altre parole, nonostante l'arrivo di una blanda rinfrescata, l'afa non è quasi mai andata via. Ora però le correnti meno calde provenienti dal Nord Europa si stanno velocemente dileguando e al loro posto tornerà il solito anticiclone africano, pronto a riprendere in mano le redini del meteo su tutta Italia e anche su buona parte d'Europa.
Nord e centro saranno il bersaglio principale
Il cambiamento sarà repentino in settimana, a partire dal Nord Italia, dove arriveranno le temperature più alte. Addirittura tra il 30 e il 31 luglio si punteranno facilmente i 38-40 °C su diverse località della Val padana, tra Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e anche Piemonte. Tanto caldo anche in Toscana, Umbria e Lazio, con picchi di 38-39 °C con estrema facilità, mentre più a sud ci saranno temperature leggermente più sopportabili. Questa differenza paradossale tra Nord e Sud Italia sarà dovuta essenzialmente alla posizione della radice dell'anticiclone africano.
Durante la terza ondata di caldo, quella conclusasi pochi giorni fa, la radice era ancorata tra Tunisia, Sardegna e Sicilia e questo implicava temperature eccezionali proprio al Sud e sulle isole maggiori.
Ora invece la radice dell'alta pressione si sta lentamente spostando verso ovest, pertanto andrà a posizionarsi tra le Isole Baleari e la Spagna, grazie alla presenza di una blanda massa d'aria fresca in quota bloccata nei pressi della Sicilia, ovverosia ciò che rimane della debole perturbazione che ha attraversato l'Italia in questi ultimi giorni, portando qualche temporale e una lieve flessione delle temperature.
Al Sud caldo meno estremo, ma l'estate 2026 si candida al record
Insomma, un cambio di circolazione importante e determinante che avrà ripercussioni sulle zone più colpite dal caldo africano nei prossimi sette giorni. Almeno fino al 3 agosto il caldo sarà molto intenso e persistente su tutto il Nord e il centro Italia, con frequenti picchi di 40 °C e anche oltre nelle zone interne. Sia chiaro, tanto caldo anche al Sud e sulle isole maggiori, però con temperature inferiori rispetto al Nord.
Ad esempio su Sardegna, Campania, Puglia e Basilicata le temperature massime oscilleranno tra 32 e 36 °C, mentre su Calabria e Sicilia addirittura ci sarà qualche grado in meno. In questo contesto, come sottolineato da Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, sono previsti fino a 7-8 °C superiori alle medie del periodo, e l'Estate 2026 si candida ufficialmente a superare la famigerata estate del 2003, un record (soprattutto per il Centro-Nord) che pensavamo irraggiungibile.
Quella in arrivo è la quarta ondata di calore dell'estate e potrebbe rivelarsi la più intensa della stagione, al punto da superare, almeno al Centro-Nord, l'estate del 2003, finora considerata il riferimento per il caldo estremo. L’estate 2026 non dà tregua agli italiani: sta tornando il grande caldo, con una decisa riaffermazione dell’anticiclone subtropicale sul bacino del Mediterraneo. Dopo la flessione delle temperature registrata nella parte finale della scorsa settimana, la penisola ritorna a essere bollente.
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