Torre Eiffel, bandiere di Israele e Palestina per la Giornata della Pace

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella serata di domenica 21 settembre, la sagoma illuminata della Torre Eiffel è divenuta il palcoscenico di un simbolo di concordia, seppur carico di tensioni politiche. Sul monumento parigino, infatti, sono state proiettate le bandiere di Israele e Palestina, affiancate dall’immagine universale di una colomba con il suo ramo d’ulivo. L’iniziativa, che si inserisce nel quadro delle celebrazioni per la Giornata Internazionale della Pace, è apparsa come un potente segnale visuale in un momento di grande fermento diplomatico, anticipando di poche ore l’apertura dell’80esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York.

Proprio all’Onu, infatti, si gioca una partita cruciale sul futuro mediorientale, con la questione del riconoscimento dello Stato palestinese che si impone come tema dominante dei lavori. La proiezione sulla Torre Eiffel, voluta dalle autorità francesi, funge da preludio a una conferenza organizzata congiuntamente da Francia e Arabia Saudita per sostenere la soluzione dei due Stati. Una posizione, quella di Parigi, che il presidente Emmanuel Macron ha sintetizzato con chiarezza, affermando come il riconoscimento della Palestina rappresenti «l’unica soluzione politica» percorribile.

A questa visione, che vede Parigi in prima linea, stanno aderendo numerosi partner internazionali. Regno Unito, Canada, Australia e Portogallo hanno già formalizzato la loro decisione, mentre Malta, Belgio, Lussemburgo, Andorra e San Marino si preparano a fare altrettanto, creando un fronte coordinato che intende rilanciare un processo di pace da tempo in stallo. Questa mossa collettiva, tuttavia, non è passata inosservata e ha innescato reazioni contrapposte. Da una parte, gli Stati Uniti, attraverso i loro portavoce, l’hanno bollata come una «mossa di facciata», sottolineando uno scetticismo di fondo sull’efficacia immediata di tali gesti.

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