L'attentato sotto la Torre Eiffel: l'aggressore giura fedeltà all'Isis
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Redazione Esteri
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Armand Rajabpour-Miyandoab, il francese di origini iraniane arrestato per l’attentato di sabato 2 dicembre a Parigi, ha aggredito e ucciso con un coltello e un martello un turista tedesco sotto la Torre Eiffel, gridando 'Allah Akbar'. Questo ventiseienne, convertito all'islam nonostante i genitori iraniani non fossero religiosi, ha giurato fedeltà allo Stato Islamico (Isis) in un video nel quale rivendica la sua affiliazione all’organizzazione terroristica islamista.
Rajabpour-Miyandoab era già noto alle autorità. Negli anni in cui è stato sorvegliato, ha frequentato i più spietati killer degli attentati in Francia, incluso il ceceno Anzorov, che nel 2020 decapitò il professor Samuel Paty nella banlieue di Parigi. Nonostante avesse dichiarato di essere diventato un «anti islam radicale» e di essersi redento, Rajabpour-Miyandoab è riuscito a indurre in errore l'antiterrorismo francese fino all'attentato di sabato sera vicino alla Tour Eiffel.
Dopo l'attentato, il presidente francese Macron ha ordinato una riunione di emergenza. Nel frattempo, la madre di Rajabpour-Miyandoab ha rilasciato un avvertimento, sottolineando le turbe psichiatriche del figlio. Il ministro dell'Interno francese ha espresso la sua preoccupazione per l'incidente.




