Attentato a Sydney, sei vittime e l'aggressore ucciso
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Redazione Esteri
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Un violento attentato ha scosso Sydney, in Australia, causando la morte di sei persone. L'attacco è avvenuto in un centro commerciale, dove un uomo ha accoltellato diverse persone prima di essere ucciso da un agente di polizia.
Il Papa esprime il suo dolore
Papa Francesco ha espresso il suo "profondo dolore" per l'attentato. In un telegramma firmato dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin e indirizzato all'arcivescovo di Sydney, monsignor Anthony Fisher, il Papa ha assicurato la sua "vicinanza spirituale a tutti coloro che sono stati colpiti da questa insensata tragedia". Ha rivolto un pensiero speciale a coloro che "stanno piangendo la perdita di una persona cara".
Dettagli dell'attacco
Secondo la polizia del New South Wales, l'attacco non è un episodio terroristico. L'aggressore, un uomo intorno ai 40 anni, ha agito da solo. L'indagine è ancora in corso. L'aggressore ha ucciso sei persone prima di essere a sua volta ucciso da una poliziotta, definita un'eroina dal premier di Canberra Albanese.
Testimonianze dal luogo dell'attacco
Un testimone oculare ha descritto la scena dell'attacco: "Camminava con calma, come se passeggiasse tenendo in mano un gelato. Invece era un coltello. Una lama enorme, lunga, su un manico nero. Quando ha cominciato a colpire è sceso un silenzio innaturale, non ho sentito le grida della gente pugnalata, ricordo solo silenzio". Il testimone, Paul, era in un negozio di vestiti al momento dell'attacco. Rimase pietrificato a guardare da dietro i vetri del negozio.




