F1, Norris: “Scommessa iniziale sbagliata, l'incidente dietro la safety car è colpa mia”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La McLaren esce dal Gran Premio del Bahrain con un bottino magro e la consapevolezza di avere un problema di prestazioni che non si risolve con la sola strategia. A Sepang, sede eccezionale della gara malese, Lando Norris ha chiuso soltanto in nona posizione dopo una corsa iniziata nel peggiore dei modi e complicata da un errore in regime di safety car. Il campione del mondo in carica non ha cercato attenuanti, ammettendo le proprie responsabilità e quelle della squadra.

La scommessa sulle medie e il grip mancato

La gara è partita su una pista ancora umida, dopo un monsone che aveva ritardato la procedura di partenza di quasi due ore. Il muretto della McLaren ha scelto di schierare entrambe le vetture con gomme medie slick, una decisione condivisa anche dalla Ferrari. Se la rossa è poi riuscita a rimontare grazie a un ritmo convincente, le MCL40 sono rimaste intrappolate nel traffico, incapaci di esprimere il potenziale mostrato in altre occasioni.

«La scommessa iniziale di partire con le Medie non ha funzionato», ha spiegato Norris. «Il grip non era quello che ci aspettavamo, è stata una decisione collettiva e, con il senno di poi, era sbagliata». Il britannico ha poi aggiunto un dettaglio tecnico significativo: la difficoltà nel valutare la reale aderenza delle intermedie durante il giro verso la griglia aveva reso la scelta degli slick apparentemente più solida di quanto poi si sia rivelata.

L'errore sotto safety car e la dinamica dell'incidente

Il momento decisivo della gara di Norris è arrivato nel finale, quando la Mercedes di George Russell ha accusato un problema tecnico sulla main straight, innescando una nuova neutralizzazione. Il gruppo davanti al britannico ha rallentato in modo brusco e improvviso, e Norris è stato colto di sorpresa, finendo nella ghiaia e scivolando fino all'undicesima posizione prima di recuperare due piazze nelle battute conclusive.

«L'incidente dietro la Safety Car è stato un mio errore», ha dichiarato senza giri di parole. «Il gruppo davanti ha rallentato in modo molto più brusco per la situazione di George e mi sono fatto sorprendere. È stata una circostanza insolita e sfortunata, ma gestirla spettava a me». La direzione gara ha esaminato l'accaduto, comminando al pilota un richiamo ufficiale per condotta irregolare e rientro in pista in condizioni non sicure.

Il vero problema della MCL40

Al di là degli episodi, la prestazione della vettura di Woking resta il nodo centrale. La McLaren ha portato a Sepang un pacchetto di aggiornamenti introdotto a Baku, ma i risultati non sono arrivati: Norris è sesto in qualifica a oltre sei decimi dalla pole di Max Verstappen, con Oscar Piastri subito dietro. In gara, il ritmo non è mai stato all'altezza delle prime posizioni.

«Non eravamo abbastanza veloci e dobbiamo essere onesti su questo», ha proseguito Norris. «La macchina manca di passo e dobbiamo migliorarla in modo significativo se vogliamo essere competitivi. Non credo che oggi potessimo lottare per più del sesto e del settimo posto, a prescindere da come avessimo eseguito la gara». Una valutazione che ridimensiona il peso della strategia e sposta l'attenzione sullo sviluppo tecnico, un aspetto che la squadra dovrà affrontare in vista dei prossimi appuntamenti.

Le conseguenze in classifica

Con il nono posto di Norris e il sesto di Piastri, la McLaren ha racimolato appena dieci punti a Sepang, mentre la Ferrari ha allungato nel confronto per il secondo posto tra i costruttori. Il campionato piloti vede ora Norris quinto con 188 punti, scavalcato da Charles Leclerc, mentre l'australiano del team resta settimo con 128. La Red Bull ha ridotto il distacco dalla McLaren nella classifica riservata alle squadre, portandosi a diciotto lunghezze di ritardo.

«So che avrei potuto fare meglio, così come il team sa di dover rendere la macchina più veloce», ha concluso Norris. «Impareremo da questa gara e ci concentreremo sulla preparazione di Singapore». Il calendario non concede pause e la McLaren dovrà trovare risposte rapide per non compromettere ulteriormente una stagione fin qui al di sotto delle aspettative.

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