Il Boardwalk dell'ambasciatore Fertitta tra Gallipoli e Bari, Bonelli annuncia interrogazione sulla scorta
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Redazione Interno
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Dopo la sosta nel Salento, il Boardwalk, il megayacht di 117 metri dell'ambasciatore statunitense in Italia Tilman Fertitta, è comparso nelle acque di Bari, alimentando un acceso dibattito politico sul dispositivo di sicurezza messo in campo dallo Stato italiano.
L'arrivo dell'imponente imbarcazione, avvenuto prima a Gallipoli e poi domenica mattina davanti al lungomare di Bari all'altezza del palazzo della Regione, ha catalizzato l'attenzione di curiosi e bagnanti; contestualmente, il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli ha annunciato un'interrogazione parlamentare per chiedere conto al governo delle risorse impiegate per la protezione del diplomatico durante quella che è stata definita una "coastal diplomacy" in occasione del 250esimo anniversario dell'indipendenza americana.
La tappa in Salento e l'approdo a Bari
Il tour del Boardwalk lungo le coste italiane ha fatto tappa venerdì nella rada di Baia Verde, a Gallipoli, dove l'imbarcazione – lunga 117 metri e con un valore stimato intorno ai 450 milioni di dollari – è rimasta ancorata per circa 24 ore attirando l'attenzione di turisti e residenti. Lo yacht, che può contare su due elisuperfici, piscina, spa e un raggio d'azione di oltre 5.000 miglia nautiche, ha poi proseguito la navigazione fino a raggiungere il capoluogo pugliese, dove l'ambasciatore Fertitta è sbarcato per visitare la Basilica di San Nicola e passeggiare tra corso Vittorio Emanuele e via Sparano. L'intera iniziativa è stata presentata come un viaggio diplomatico finalizzato a celebrare il 250esimo anniversario della Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti, con un programma che prevede tappe in tredici regioni italiane e incontri con rappresentanti istituzionali e imprenditori.
La polemica sul dispositivo di sicurezza
A finire nel mirino delle critiche è stato però il massiccio dispositivo di sicurezza che ha accompagnato lo spostamento del megayacht privato, con Angelo Bonelli che ha preannunciato un'interrogazione parlamentare per chiedere al governo chiarimenti sull'impiego di mezzi e personale italiani.
Secondo quanto ricostruito dal deputato di Avs, lungo l'intero percorso – che da Civitavecchia ha toccato Napoli, Vibo Marina, Palermo, Cefalù, Gallipoli e Bari, con tappe future a Venezia, Trieste, Genova e Sardegna – il Boardwalk sarebbe stato scortato da unità navali della Guardia di finanza e delle Capitanerie di porto, oltre che da elicotteri e personale specializzato delle forze di polizia.
Bonelli ha sottolineato come l'ambasciatore sia destinatario di una misura di protezione di primo livello affidata al Reparto scorte di Roma e come le Capitanerie abbiano emesso ordinanze che hanno interdetto tratti di mare alla navigazione e alla balneazione, con un caso emblematico a Le Castella dove per due giorni è stato chiuso uno specchio acqueo di un miglio nautico.
I costi per lo Stato italiano
Il nucleo centrale dell'interrogazione di Bonelli riguarda la sostenibilità economica di un'operazione che, a suo avviso, graverebbe ingiustamente sulle casse pubbliche, sollevando il dubbio sul perché la sicurezza di un diplomatico statunitense in navigazione con un'imbarcazione di proprietà privata debba essere garantita da risorse italiane anziché da apparati americani.
"Quanti uomini e mezzi vengono sottratti al controllo del territorio e delle coste? E quanto costa tutto questo ai cittadini italiani?" si chiede il deputato di Europa Verde, che ha anche sollevato preoccupazioni per l'arrivo annunciato a Venezia, città fragile e già sottoposta a una pressione enorme, soprattutto durante i giorni del Redentore.
Bonelli, che ha chiesto al governo di chiarire gli accordi eventualmente sottoscritti con l'ambasciata statunitense, ha concluso con un'esortazione a "mandare il conto a Trump", ribadendo che l'Italia non può trasformarsi nella scorta gratuita del megayacht dell'ambasciatore americano.




