Gli Obama scelgono il silenzio, mentre Trump prosegue sulla sua strada

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre l’eco delle polemiche per il video, pubblicato sul suo account social, che ritraeva in modo offensivo Barack e Michelle Obama non si è ancora spenta, l’ex coppia presidenziale ha deciso di non alimentare il dibattito pubblico. Seguendo il principio, reso celebre dalla stessa Michelle Obama, secondo cui “quando loro vanno verso il basso, noi voliamo alto”, i due hanno optato per un silenzio che, in queste circostanze, assume il valore di una precisa scelta di campo. Al centro della loro comunicazione pubblica, in queste ore, sono invece stati i Giochi Olimpici di Milano-Cortina, ai quali hanno rivolto un augurio alla squadra statunitense attraverso i propri canali, distogliendo così l’attenzione dalla provocazione e concentrandola su un evento di portata globale.

Le dichiarazioni del presidente

Da parte sua, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, interpellato dai giornalisti, ha affermato con decisione di “non aver visto” la parte del filmato che ha scatenato l’indignazione. “Ho solo guardato la prima parte... e non ho visto tutto”, ha dichiarato, aggiungendo di aver “concesso” il materiale ai suoi collaboratori per la pubblicazione senza che nemmeno loro, a suo dire, ne avessero visionato il contenuto per intero. Una spiegazione che, di fatto, non modifica la sostanza dell’accaduto, ovvero la diffusione di un’immagine gravemente denigratoria da un profilo a lui direttamente riconducibile.

La strategia comunicativa oltre il singolo episodio

L’episodio, per quanto grave, non rappresenta un caso isolato nella condotta pubblica del tycoon, il quale ha spesso utilizzato i social network in modo volutamente sopra le righe, sfidando i canoni della comunicazione politica tradizionale. La sua attività online, del resto, è costellata di contenuti che suscitano reazioni forti, dai montaggi fotografici che lo vedono in pose e contesti improbabili – come vestito da Pontefice o in compagnia di un pinguino – alla condivisione di materiali che toccano nervi scoperti del dibattito sociale. Una strategia che, al di là delle singole controversie, sembra mirare a mantenere una perenne centralità nel flusso delle notizie, catalizzando l’attenzione e polarizzando il pubblico, mentre le critiche, anche provenienti da esponenti del suo stesso partito, si infrangono contro un muro di noncuranza.

Il rifiuto di ogni passo indietro

In questo quadro, il rifiuto di scusarsi appare coerente con una linea di condotta mai venuta meno. “Non ho commesso nessun errore”, ha ribadito Trump, respingendo ogni ipotesi di marcia indietro di fronte alle accuse di razzismo. Una posizione netta che, lungi dall’isolare l’accaduto, lo inserisce in un pattern comunicativo consolidato, dove la negazione della gravità dei fatti o la loro minimizzazione diventano parte integrante della narrazione. Mentre da un lato si sceglie il volo alto del silenzio, dall’altro si prosegue imperterriti per la propria strada, in un contrasto che delinea due modi diametralmente opposti di affrontare lo scontro pubblico e di concepire il ruolo delle figure di rilievo nazionale.

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