Edoardo Bove racconta Cobolli: “Mi ha dato la forza di andare avanti”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Edoardo Bove ha raccontato l’importanza di Flavio Cobolli nella sua vita durante il Festival dello Sport di Trento, spiegando come l’amico tennista gli abbia dato forza in un momento difficile. Il centrocampista ha parlato del rapporto nato ai tempi delle giovanili della Roma, quando entrambi frequentavano i campi di Trigoria e coltivavano due passioni sportive diverse.

Il legame nato nelle giovanili della Roma

Bove e Cobolli si sono conosciuti quando erano ragazzi all’interno del settore giovanile giallorosso, condividendo gli allenamenti e una fase decisiva della loro crescita sportiva. Prima di scegliere strade differenti, entrambi erano impegnati sia con il calcio sia con il tennis: il primo ha proseguito verso il professionismo nel pallone, il secondo ha costruito la propria carriera con la racchetta.

Durante l’incontro “Welcome Back” al Festival dello Sport, il centrocampista ha ricordato il momento in cui Bruno Conti li invitò a decidere quale disciplina seguire. Bove ha spiegato di aver scelto il calcio, mentre Cobolli ha preferito concentrarsi sul tennis, una decisione che lo ha portato nel circuito professionistico. Il rapporto tra i due è rimasto forte anche dopo il cambiamento dei rispettivi percorsi.

Le parole di Bove sull’amico tennista

Parlando del collega e amico, Bove ha sottolineato quanto Cobolli sia stato importante anche sul piano personale. Secondo il centrocampista, vedere l’impegno dell’ex compagno di squadra lo ha aiutato a credere nelle proprie possibilità: “Mi ha dato la forza di dire: posso farlo anche io”.

Il calciatore ha aggiunto che, se Cobolli avesse continuato con il calcio, avrebbe avuto qualità sufficienti per arrivare ai livelli professionistici. Il tennista fiorentino, cresciuto anche nell’ambiente calcistico della Roma prima di dedicarsi definitivamente alla racchetta, ha poi costruito il proprio percorso nello sport individuale, mantenendo il legame con il mondo giallorosso.

Il racconto del periodo lontano dal campo

Nel corso dell’evento a Trento, Bove ha parlato anche della fase successiva al malore che lo ha costretto a fermarsi e della difficoltà di affrontare una situazione improvvisa lontano dalla quotidianità sportiva. Il centrocampista ha raccontato di essersi risvegliato in ospedale senza ricordare quanto accaduto e di aver dovuto trovare nuovi strumenti per raccontare le proprie emozioni.

Tra questi percorsi ha citato anche il documentario realizzato sulla sua esperienza, considerato da Bove un aiuto per comunicare con gli altri. Il giocatore ha spiegato di essere una persona introversa e di aver avuto inizialmente difficoltà a parlare persino con la propria famiglia.

Due carriere diverse nate dallo stesso ambiente

La storia parallela di Bove e Cobolli parte dallo stesso ambiente sportivo romano, ma si è sviluppata attraverso discipline differenti. Bove ha completato il percorso nel calcio giovanile della Roma e ha raggiunto la prima squadra, mentre Cobolli ha seguito la strada del tennis dopo gli anni trascorsi anche sui campi del club capitolino.

Il centrocampista, nato a Roma nel 2002, è entrato nel vivaio giallorosso dopo un percorso iniziale nel calcio giovanile cittadino e ha lavorato sotto la supervisione dell’area tecnica guidata anche da Bruno Conti. Cobolli, nato a Firenze e cresciuto sportivamente tra tennis e calcio, ha invece scelto definitivamente la racchetta dopo l’esperienza nelle giovanili romaniste.

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