Giacomo Bozzoli, latitante dopo la condanna all'ergastolo
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Redazione Interno
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Giacomo Bozzoli, condannato all'ergastolo per l'omicidio dello zio Mario, è in fuga. La sua compagna, Antonella Colossi, gallerista d'arte, lo ha seguito, portando con sé il loro figlio. La latitanza di Bozzoli è iniziata otto giorni fa e ora è ricercato dalla polizia in tutto il mondo.
La perquisizione
Mercoledì 3 luglio, i carabinieri hanno perquisito la villa di Bozzoli a Soiano del Garda, nel bresciano. L'ordine è arrivato dalla procura di Brescia, che ha disposto una perquisizione dopo l'emissione di un decreto di latitanza nei confronti di Bozzoli e la firma di un mandato di arresto europeo.
L'omicidio dello zio
Bozzoli è stato condannato all'ergastolo per l'omicidio dello zio Mario, avvenuto nel 2015 nella fonderia di famiglia a Marcheno, in provincia di Brescia. Secondo gli investigatori, Mario sarebbe stato gettato nel forno della fonderia.
La fuga
Nonostante la condanna, non sono stati rilevati movimenti sospetti di denaro. Non sono state trasferite cifre significative dai conti bancari di Bozzoli, né risultano prelievi importanti recenti. Lo stesso vale per i conti della sua compagna, Antonella. Questo non esclude la possibilità che avessero a disposizione somme di denaro non passate per i canali bancari, forse pagamenti di lavori "in nero" accumulati nel tempo. Tuttavia, sembra che la pianificazione della latitanza non prevedesse di prosciugare i conti "visibili".
La compagna e il figlio
Antonella Colossi ha sempre difeso Bozzoli e ha sempre creduto nella sua innocenza. Forse per questo motivo ha scelto di seguirlo nella sua fuga, portando con sé il loro figlio. Antonella è titolare, insieme al padre e alla sorella, di una delle storiche gallerie d'arte del centro di Brescia. La coppia potrebbe costituirsi dopo il compleanno del figlio.
La storia di Giacomo Bozzoli continua a tenere in ansia l'Italia e il mondo, mentre la polizia continua le ricerche.




