11 settembre, Tramballi a Tgcom24: "Al Qaeda fu sottovalutato"
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Redazione Esteri
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A venticinque anni dagli attentati dell'11 settembre 2001, il consigliere scientifico dell'Ispi Ugo Tramballi è intervenuto a Tgcom24 per ricostruire il peso che Al Qaeda aveva assunto nella galassia del terrorismo internazionale già prima degli attacchi alle Torri Gemelle e al Pentagono. Secondo l'analista, l'organizzazione fondata da Osama bin Laden aveva colpito gli Stati Uniti in precedenza e fu oggetto di una sottovalutazione complessiva.
Nel corso del suo intervento, Tramballi ha definito Al Qaeda il catalizzatore del terrorismo che poi avrebbe colpito l'Occidente in diverse aree, pur senza arrivare in Italia.
Un anniversario segnato dalle commemorazioni
L'11 settembre 2026 ha segnato il venticinquesimo anniversario degli attacchi che causarono quasi 3.000 vittime. A New York, a Ground Zero, i familiari delle vittime hanno letto i nomi dei defunti in una cerimonia chiusa al traffico nel quartiere di Manhattan. Alla commemorazione hanno preso parte il vicepresidente JD Vance e i quattro ex presidenti ancora in vita, Joe Biden, Barack Obama, George W. Bush e Bill Clinton, insieme alle ex first lady Michelle Obama e Hillary Clinton.
Per la prima volta, la cerimonia ha incluso un minuto di silenzio dedicato anche alle persone decedute negli anni successivi a causa dell'esposizione alle sostanze tossiche sprigionate dal crollo delle Torri Gemelle.
Donald Trump ha scelto di presenziare alla cerimonia al Pentagono, come già l'anno precedente, mentre il sindaco di New York Zohran Mamdani ha partecipato a Ground Zero. La presenza del primo sindaco musulmano della città ha suscitato polemiche da parte di alcune voci conservatrici, tra cui l'ex sindaco Rudy Giuliani, che aveva pubblicamente chiesto di escluderlo.
Durante la cerimonia, una familiare delle vittime, Terry Strada, ha accusato l'Arabia Saudita di aver alimentato una cultura del terrorismo antiamericiano e di aver goduto della protezione delle amministrazioni succedutesi negli anni.
La struttura di Al Qaeda dopo la morte di bin Laden
Dopo la morte del fondatore, avvenuta in Pakistan il 2 maggio 2011, e l'uccisione del suo successore Ayman al-Zawahiri in un attacco con drone a Kabul il 31 luglio 2022, l'organizzazione ha subito una progressiva trasformazione strutturale. La guida de facto è oggi attribuita a Saif al-Adel, veterano egiziano del jihad che, secondo valutazioni di intelligence statunitensi e delle Nazioni Unite, si troverebbe in Iran.
La sua posizione non è stata formalizzata con una nomina ufficiale ad emiro, anche per la sensibilità della sua permanenza in un paese a maggioranza sciita, circostanza malvista negli ambienti salafiti-jihadisti.
Il documento desecretato dalla Cia in occasione dell'anniversario ha riportato alla luce 69 rapporti di intelligence destinati a Bill Clinton e George W. Bush. Tra questi, un briefing del 10 settembre 1998 ipotizzava già la possibilità che Al Qaeda facesse schiantare un aereo carico di esplosivo contro una città americana. L'ultimo rapporto precedente agli attentati, datato 28 agosto 2001, ribadiva la minaccia rappresentata dal gruppo senza però indicare l'imminenza di un attacco sul territorio statunitense.
La presenza attuale attraverso le filiali regionali
Il nucleo centrale dell'organizzazione si è progressivamente indebolito, mentre le filiali regionali mantengono una capacità operativa significativa in diverse aree. Secondo analisti del terrorismo, oltre l'85% delle operazioni di reclutamento, finanziamento e attacco di Al Qaeda si concentra nell'Africa subsahariana, in particolare nel Sahel, nel Corno d'Africa e nella regione del lago Ciad.
Tra i gruppi affiliati figurano Al Shabaab in Somalia, Jamaat Nusrat al Islam wal Muslimin nel Sahel, Al Qaeda nella Penisola Arabica in Yemen e Al Qaeda nel Subcontinente Indiano.
Nel 2003, anno dell'invasione americana dell'Iraq, l'organizzazione aveva pianificato una serie di attentati contro i paesi che sostenevano l'amministrazione Bush, tra cui Italia, Gran Bretagna e Australia. Secondo un rapporto del Dipartimento della sicurezza interna americano citato dalla rete televisiva Abc, i terroristi avevano progettato di nascondere esplosivi in macchine fotografiche per dirottare aerei in volo verso la costa orientale degli Stati Uniti e il territorio australiano, facendoli poi schiantare contro edifici densamente abitati.
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