Monaco di Baviera, proteste e parole forti alla Conferenza sulla sicurezza

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Centinaia di manifestanti hanno riempito le strade di Monaco di Baviera il 15 febbraio 2025, in occasione della Conferenza sulla sicurezza, per contestare con veemenza la politica di riarmo promossa dai Paesi della NATO. Il corteo, che si è snodato davanti alla sede del summit, ha portato in piazza una duplice richiesta: fermare le guerre e dare priorità a questioni globali come il cambiamento climatico, spesso messe in secondo piano dalle logiche militari.

Nel frattempo, all’interno della conferenza, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un appello che ha fatto discutere: «L’Europa ha bisogno di un proprio esercito». Durante il suo intervento, Zelensky ha sottolineato l’urgenza di una difesa comune, affermando che «l’Europa ha tutto ciò di cui ha bisogno, ma deve lavorare insieme». Le sue parole, cariche di speranza e determinazione, hanno ribadito la necessità di un’unione più solida tra i Paesi europei, soprattutto in un momento in cui la guerra in Ucraina continua a segnare profondamente il continente.

La posizione dell’Ucraina è stata ulteriormente rafforzata dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio europeo, che ha risposto senza mezzi termini alle proposte statunitensi. «Solo l’Ucraina può definire quando ci saranno le condizioni per avviare negoziati con Mosca», ha dichiarato, criticando l’idea di costringere Kyiv a fare concessioni prima ancora di sedersi al tavolo delle trattative. Una presa di posizione netta, che ha messo in luce le divergenze tra Europa e Stati Uniti, soprattutto dopo le recenti dichiarazioni del vicepresidente Usa Vance e del presidente Trump.

Zelensky, da parte sua, ha continuato a smontare ogni ipotesi di negoziato con Mosca, affermando che «Putin non può offrire reali garanzie di sicurezza». Secondo il leader ucraino, il presidente russo non solo è inaffidabile, ma ha anche bisogno del conflitto per mantenere il proprio potere. «Il destino di questa guerra non può essere determinato da pochi leader», ha aggiunto, sottolineando che la pace non può essere raggiunta senza un’azione collettiva.

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