È morta Adriana Asti, l’attrice che incantò Visconti, Pasolini e Bertolucci
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Roma – Adriana Asti, una delle figure più luminose del teatro e del cinema italiano, si è spenta nel sonno nella sua casa romana all’età di 94 anni. Nata a Milano il 30 aprile 1931, aveva attraversato oltre sette decenni di storia dello spettacolo, lasciando un’impronta indelebile accanto a maestri come Luchino Visconti, Giorgio Strehler e Bernardo Bertolucci.
La sua carriera, iniziata nel 1951 con il Miles Gloriosus di Plauto a Bolzano, si è dipanata tra palcoscenici e set, dove la sua recitazione intensa e insieme lieve – capace di passare dalla commedia al dramma con naturalezza – l’ha resa un punto di riferimento per generazioni di registi. Con Visconti lavorò ne Il lavoro, episodio de Le streghe (1967), mentre con Pasolini fu la Maddalena di Accattone (1961), ruolo che le valse la stima incondizionata del poeta-regista. «Era amica di Pasolini, e per me era già un privilegio averla davanti alla macchina da presa», ha ricordato Marco Tullio Giordana, che la diresse in Pasolini, un delitto italiano (1995).
A Spoleto, dove il Festival dei Due Mondi le ha dedicato numerosi omaggi, il cordoglio è particolarmente sentito. Per tredici anni, durante la direzione artistica del marito Giorgio Ferrara – scomparso nel 2022 dopo oltre quarant’anni di vita insieme – Adriana Asti è stata protagonista di memorabili allestimenti, diventando un volto familiare per il pubblico umbro.
La sua vita privata, sempre lontana dai riflettori, è stata segnata da rapporti profondi, come quello con Bertolucci, con cui condivise una relazione quando lui aveva vent’anni e lei trenta. «Era un’artista che non amava le convenzioni», ha osservato chi l’ha conosciuta da vicino, citando un aneddoto rivelatore: «Se si annoiava, a volte svieniva pur di andarsene».




