Adriana Asti, l’ultimo saluto della Rai a un’icona del teatro e del cinema
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre la televisione generalista sembra ormai aver smarrito il senso della memoria, è Rai Cultura a tenere accesa la fiamma di chi ha fatto la storia dello spettacolo italiano. Come nel caso di Adriana Asti, scomparsa il 31 luglio a Roma, a 94 anni, dopo un ricovero alla clinica Villa Salari. Nata a Milano nel 1931 come Adelaide Aste, ha attraversato oltre sette decenni di palcoscenico, lasciando un’impronta indelebile nel teatro, nel cinema e persino nella tv, nonostante la sua affermazione – quasi un paradosso – di non possedere alcun talento.
A dimostrare il contrario, una carriera folgorante accanto a giganti come Visconti, Pasolini, Bertolucci e Buñuel, senza dimenticare collaborazioni internazionali con Susan Sontag o Bob Wilson, quest’ultimo scomparso lo stesso giorno. Rai Storia le ha reso omaggio riproponendo Match, il programma del 1978 in cui Asti dialogava con Silvana Pampanini e Alberto Arbasino: un’epoca in cui la televisione osava ancora sfidare l’intelligenza dello spettatore, lontana anni luce dai reality che oggi occupano i palinsesti.
La sua arte, caratterizzata da una recitazione libera e anti-convenzionale, trova eco negli archivi Rai, da cui Rai Radio Techetè ha estratto tre documenti sonori per uno speciale in onda il 4 agosto. Frammenti che catturano non solo la sua voce, ma anche quell’ironia e quella profondità umana che l’hanno resa unica. In seconde nozze sposò il regista Giorgio Ferrara, scomparso due anni fa, chiudendo un capitolo di vita intrecciato alla cultura italiana.




