Dispersa sul Cervino, le ricerche si concentrano su una seconda scheda telefonica
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Redazione Interno
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Le speranze di ritrovare Kalie McCrystal, la skyrunner canadese di 38 anni dispersa sul Cervino dal pomeriggio di martedì 1° settembre, si appuntano ora su un'indagine tecnica che potrebbe rivelarsi decisiva. Mentre le squadre di soccorso scandagliano il versante valdostano del massiccio, gli investigatori del Soccorso alpino della Guardia di Finanza di Cervinia, in stretta collaborazione con i colleghi di Alagna, stanno incrociando i dati forniti dagli operatori telefonici italiani e svizzeri relativi a una seconda scheda SIM che l'atleta avrebbe avuto con sé.
La scoperta, emersa nelle ultime ore, ha aperto un nuovo fronte nelle ricerche, spostando l'attenzione dalla ricostruzione degli ultimi passaggi in quota alla geolocalizzazione dei segnali elettronici, nella speranza di circoscrivere l'area in cui potrebbe trovarsi la donna.
L'ultima testimonianza e la sfida al record
L'ultimo avvistamento certo di Kalie McCrystal risale a martedì pomeriggio, quando una cordata di alpiniste polacche l'ha incontrata e filmata oltre i 4.000 metri del picco Tyndal. Le testimoni hanno raccontato che la skyrunner, dopo averle superate mentre loro stavano salendo, le ha poi sorpassate nuovamente durante la discesa, procedendo a una velocità sostenuta lungo il filo del rasoio che caratterizza i canaloni della Gran Becca. Non una sprovveduta, la 38enne avvocato originaria di Squamish, in Columbia Britannica, ma un'atleta preparata e consapevole dei pericoli di quella montagna.
Il suo obiettivo era ambizioso e chiaro: compiere la salita e la discesa del Cervino in meno di cinque ore, un tempo che le avrebbe permesso di cancellare il primato stabilito il 22 luglio scorso dall'australiana Milly Young, ferma a 5 ore, 17 minuti e 43 secondi. Una sfida estrema contro il cronometro, che per McCrystal, avvezza a corse matte in alta quota, rappresentava il culmine di un allenamento intenso, ma che purtroppo si è trasformata in un'incognita drammatica.
Le ricerche e la svolta tecnologica
Da martedì pomeriggio, quando la donna non ha fatto ritorno a valle, si sono mobilitate le squadre del Soccorso alpino valdostano e della Guardia di Finanza, che hanno battuto palmo a palmo i sentieri e i canaloni del versante italiano, senza però trovare traccia della skyrunner. Le operazioni, coordinate tra i due versanti, hanno finora sfruttato le testimonianze raccolte e le immagini del video girato dalle alpiniste polacche, ma le condizioni del terreno e l'ampiezza della zona da perlustrare hanno reso il lavoro particolarmente complesso.
La svolta è arrivata quando gli inquirenti hanno accertato che Kalie McCrystal non aveva con sé soltanto il telefono cellulare principale, già oggetto di analisi, ma anche una seconda scheda telefonica, verosimilmente utilizzata per scopi di emergenza o per la connessione dati. I tecnici stanno ora lavorando per verificare fino a quando questa SIM virtuale sia rimasta attiva e a quali celle di telefonia mobile, italiane e svizzere, si sia agganciata, nella speranza di ottenere un'ultima posizione utile a restringere il perimetro delle ricerche.
Un'indagine tra due Paesi
L'aspetto più delicato delle indagini risiede proprio nella natura transfrontaliera del segnale, dato che il Cervino si trova a cavallo tra Italia e Svizzera e i ripetitori dei due lati della montagna potrebbero aver captato il telefono della skyrunner in momenti diversi della sua discesa.
Per questo motivo, il Soccorso alpino della Guardia di Finanza di Cervinia e quello di Alagna stanno raccogliendo e confrontando i dati forniti dai vari operatori telefonici di entrambi i Paesi, cercando di ricostruire una traiettoria che possa indicare se McCrystal abbia deviato dal percorso previsto o se sia rimasta bloccata in qualche zona impervia.
La testimonianza della cordata polacca, che l'ha vista sfrecciare verso il basso, potrebbe essere il punto di partenza per questa ricostruzione, ma i soccorritori sanno bene che in quelle condizioni un'atleta può essere tentata di tagliare un canalone o di scegliere una variante per guadagnare secondi preziosi, esponendosi a rischi inaspettati. La presenza della seconda scheda telefonica, ora al centro delle attenzioni, rappresenta quindi l'elemento più promettente per rompere l'impasse e dare una svolta alle operazioni di ricerca.
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