Dispersa sul Cervino Kalie McCrystal, la skyrunner canadese inseguiva il record delle 5 ore

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   La notizia della scomparsa di Kalie McCrystal, skyrunner canadese di 38 anni, ha scosso il mondo dell'alpinismo e dello sport di resistenza. L'atleta, avvocata originaria di Squamish, nella Columbia Britannica, risulta dispersa sul versante italiano del Cervino dal pomeriggio di martedì 1 settembre. L'ultima traccia certa della sua presenza è una fotografia che la ritrae mentre sale al di sopra della Capanna Jean-Antoine Carrel, situata a circa 3.830 metri di quota, nel comune di Valtournenche, in Valle d'Aosta.

Indossava pantaloncini corti, una giacca leggera e uno zaino da trail, un equipaggiamento da speed climbing che, se da un lato racconta la natura del suo progetto sportivo, dall'altro sta purtroppo rendendo estremamente complesse le operazioni di ricerca.

Ricerche complesse e l'abbigliamento che complica i soccorsi

L'allarme è stato lanciato da un'amica francese, che non aveva notizie della donna da oltre 48 ore e ha prontamente contattato il Soccorso alpino valdostano e la Guardia di finanza di Cervinia. Da giovedì 3 settembre, i soccorritori hanno battuto senza sosta la via normale italiana verso la vetta, effettuando numerose rotazioni in elicottero.

Una delle maggiori difficoltà operative, come hanno spiegato gli stessi soccorritori all'ANSA, è legata al colore dell'abbigliamento dell'atleta: McCrystal indossava una giacca e pantaloni di colore bianco, che la rendono quasi invisibile sull'ambiente roccioso e glaciale della montagna, mimetizzandosi perfettamente con la neve e le rocce chiare del Cervino.

A rendere vani i tentativi di localizzazione si aggiunge il fallimento delle ricerche tecnologiche: non è stato possibile agganciare il segnale del suo telefono cellulare, né è stato utile il sistema di rilevazione Recco applicato al suo zaino, nonostante i sorvoli mirati. Dopo i primi tentativi, le ricerche sono state momentaneamente sospese in attesa di nuovi elementi che possano circoscrivere il raggio d'azione.

Il grande obiettivo della stagione: la sfida delle 5 ore

Kalie McCrystal si trovava in Valle d'Aosta da oltre un mese per preparare quella che aveva definito come la sua "grande sfida della stagione". Il suo obiettivo era ambizioso: salire e ridiscendere il Cervino in meno di cinque ore, percorrendo la storica Cresta del Leone. In un post pubblicato sui suoi profili social il 7 agosto, l'atleta aveva spiegato di essere a Cervinia in attesa delle condizioni ideali, con un occhio di riguardo all'acclimatamento.

I suoi polmoni, abituati alla pressione del livello del mare, necessitavano di tempo per adattarsi alla rarefazione dell'aria ad alta quota, un dettaglio che dimostra la meticolosità con cui affrontava le sue imprese. Questo non era il suo primo confronto con il Cervino; già il 14 agosto, per testare il terreno, aveva scalato il versante svizzero lungo la Hörnli Ridge, con partenza e arrivo da Zermatt, completando il giro in 6 ore, 47 minuti e 33 secondi, un tempo che aveva registrato nel database internazionale Fastest Known Time.

Un profilo di altissimo livello internazionale

La scomparsa di McCrystal assume contorni ancora più drammatici se si considera il suo straordinario profilo atletico. Classe 1988, la canadese era considerata una delle skyrunner più forti del suo paese, con un palmarès di tutto rispetto a livello mondiale. Solo dieci giorni prima della sparizione, il 24 agosto, aveva gareggiato in Val Masino, in Sondrio, piazzandosi al quarto posto al Trofeo Kima, una delle competizioni più estreme e tecniche del circuito, che prevede 52 chilometri di corsa con 8.400 metri di dislivello positivo.

Il 2026 era stato un anno di grandi soddisfazioni: a febbraio aveva vinto la 4 Refugios Non-Stop in Argentina, una gara di circa 41 chilometri e 3.350 metri di dislivello positivo, mentre nel suo curriculum figurano anche prestigiosi piazzamenti come il terzo posto alla Madeira SkyRace e la partecipazione ai Mondiali di corsa in montagna con la nazionale canadese. La sua doppia vita, quella di atleta di punta e di avvocata specializzata in arbitrato internazionale, ne faceva una figura unica nel panorama dello sport d'alta quota.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.