Giro d’Italia, a Roma il riscatto di Milan ma il padrone della corsa è Vingegaard
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Redazione Sport
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Come da copione, l’ultima frazione del Giro d’Italia, un circuito di 131 km con partenza e arrivo nella Capitale, si è accesa soltanto all’ingresso del tracciato centrale. I primi a prendere l’iniziativa – un tentativo subito rilevato dal gruppo – sono stati Ben Turner e Andrea Mifsud, a cui si sono aggiunti in una sorta di staffetta offensiva Rémy Rochas e Tobias Bayer.
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A tenere le fila del plotone, controllando ogni strappo in un circuito che prevedeva otto tornate da 9,5 km tra i monumenti romani, è stata soprattutto la Soudal Quick Step, la squadra del detentore della maglia ciclamino Paul Magnier. cagliarinews24 +1
L’atto finale sul lungomare di Ostia
Prima del rush finale sul traguardo del Circo Massimo, la carovana rosa ha offerto uno spettacolo suggestivo sul litorale di Ostia. Tanti gli appassionati assiepati lungo i marciapiedi del lungomare, fino alla rotatoria di Piazzale Magellano, dove il clima estivo e il mare sullo sfondo hanno fatto da cornice alla passerella dei big.
A essere acclamato, nel gruppetto dei ciclisti che lo attorniavano prima del rientro in direzione Eur, c’era naturalmente Jonas Vingegaard. tuttosport +1
Il 29enne danese della Visma-Lease a Bike, che prima di diventare un fuoriclasse lavorava in un mercato ittico, si è presentato a Roma da dominatore assoluto: prima volta alla Corsa Rosa, per lui un trionfo schiacciante con cinque tappe in bacheca e un distacco abissale inflitto agli inseguitori. tuttosport +1
L’urlo liberatorio di Jonathan Milan
Se Vingegaard aveva già archiviato il discorso generale sulle montagne del giorno prima, la volata di Roma serviva a definire il resto del bottino. E l’ha definita nel migliore dei modi Jonathan Milan, capace di regalare il primo successo alla sua Lidl-Trek in questa edizione.
Per il velocista friulano, che aveva masticato amaro per tutta la competizione – la maglia rosa sfumata subito, il secondo posto nella tappa bulgara, la caduta di Napoli e le beffe di Novi Ligure e Milano – lo sprint finale è stata una vera e propria liberazione. tuttosport +1
Davanti a un gruppo esausto, il gigante di Buja ha piazzato uno scatto secco, esplodendo in un urlo che ha scaricato tutta la rabbia accumulata in tre settimane: ha preceduto Giovanni Lonardi e regalato l’ennesima gioia al pubblico di casa. tuttosport +1
Un record storico per il “pescivendolo” danese
Al di là della cronaca della tappa, il verdetto finale della 109ª edizione incorona un fuoriclasse assoluto. Con il successo di oggi, Vingegaard entra ufficialmente nel ristretto club degli ottetti, diventando l’ottavo corridore della storia – e il primo danese – capace di conquistare tutte e tre i Grandi Giri (Giro, Tour e Vuelta).
La sicurezza con cui ha gestito la gara, la forza dimostrata nelle tappe regina e la capacità di lasciare indietro rivali del calibro di Felix Gall (secondo in classifica) e Jai Hindley (terzo) confermano un livello di forma superiore. tuttosport +1
Se il passato recente lo vedeva trionfare in Francia e Spagna, ora il danese ha messo la sua firma anche sulla corsa rosa, completando una collezione che lo colloca tra i monumenti viventi del ciclismo mondiale. cagliarinews24 +1




