Caldo e afa, l'allarme di Pregliasco: "Il termometro non basta, occhi all'umidità"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un'ondata di calore di matrice subtropicale avvolge l'Italia, portando con sé non solo temperature eccezionalmente elevate ma anche un livello di disagio che, in molte aree, rischia di essere amplificato dall'umidità.

Secondo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'Università degli Studi di Milano La Statale, past president di Anpas e vice presidente di Samaritan International, il vero nemico per la salute dei cittadini, in questa fase, non è solo il valore massimo registrato dal termometro, quanto piuttosto la combinazione di caldo e afa che trasforma il clima in una morsa opprimente per l'organismo.

La sua analisi arriva in un contesto in cui il ministero della Salute ha diramato bollettini di allerta per decine di città, con i bollini rossi destinati a moltiplicarsi nei prossimi giorni, passando dalle 12 città di lunedì 22 giugno alle 15 di martedì 23, per toccare quota 16 entro mercoledì 24 giugno.

L'analisi di Pregliasco: città a rischio e il peso delle notti tropicali

L'avvertimento di Pregliasco si basa su un'analisi puntuale delle diverse realtà italiane, dove il caldo estremo, con punte che in molte città si attestano tra 35 e 38°C e possono raggiungere localmente i 39-40°C, verrà percepito in modo molto diverso a seconda del tasso di umidità. Le aree urbane come Firenze, Bologna, Torino, Milano e Roma vedranno temperature elevate, ma in alcune di esse il clima sarà relativamente più secco, rendendo il caldo, per quanto intenso, meno gravoso dal punto di vista fisico.

La situazione si fa invece più critica lungo le coste e in particolare sull'alto Adriatico: città come Venezia e Trieste rappresentano gli esempi più evidenti di un disagio bioclimatico elevato, dove l'afa si farà sentire sia di giorno che durante la notte, con minime che difficilmente scenderanno sotto i 24-25°C. Anche Genova, Napoli e Bari, secondo l'esperto, dovranno fare i conti con un'umidità significativa che limiterà il recupero fisiologico dell'organismo durante le ore notturne, elemento cruciale per la salute pubblica in queste circostanze.

Le misure di prevenzione e i bollettini di allerta

In questo scenario di emergenza, che secondo le proiezioni potrebbe prolungarsi fino ai primi giorni di luglio, diverse Regioni hanno già attivato misure di prevenzione per i lavoratori più esposti. L'Emilia-Romagna, ad esempio, ha emesso un'ordinanza in vigore dal 3 giugno che vieta le attività all'aperto in agricoltura, edilizia, cave e piazzali logistici tra le 12.30 e le 16.00 nei giorni classificati a rischio "alto" da Worklimate, richiedendo ai datori di lavoro di rimodulare i turni e prestare particolare attenzione ai rider.

Nel frattempo, il sistema di allerta del ministero della Salute, basato su quattro livelli di rischio, mostra un quadro in rapido peggioramento: se lunedì il bollino rosso interessava 12 capoluoghi, l'ingresso di Ancona, Venezia, Viterbo e, successivamente, Latina porterà a un'estensione dell'allerta massima a 16 città entro metà settimana.

Il livello 3 di allerta, come ricordano gli esperti, corrisponde a condizioni di emergenza in cui gli effetti del caldo e dell'afa, come colpi di calore e disidratazione, possono aggravarsi, rappresentando un rischio non solo per anziani e fragili ma anche per individui sani.

Il quadro meteorologico: l'anticiclone africano e la nuova normalità

Il motore di questa intensa ondata di calore, che ha già portato a un'anomalia termica con picchi di 10-15°C sopra le medie stagionali in alcune aree d'Europa, è un possente anticiclone di origine subtropicale che sta stabilizzando il clima su gran parte del Mediterraneo e dell'Europa centro-occidentale. La massa d'aria calda, alimentata da un "blocco atmosferico", rimane intrappolata, favorendo un'evaporazione che carica l'aria di umidità e trasforma il caldo in afa persistente.

Questo fenomeno, come sottolinea lo stesso Pregliasco, non rappresenta più un'eccezione ma si inserisce in un trend di trasformazione climatica che anticipa le ondate di calore, rendendole più frequenti già a partire dal mese di giugno. La persistenza del caldo, con minime notturne che in molte zone del Centro-Nord faticheranno a scendere sotto i 20-22°C, rappresenta il vero parametro da monitorare, poiché l'assenza di un raffrescamento notturno incrementa lo stress fisiologico e rende la popolazione più vulnerabile agli effetti dell'afa.

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