Meloni a Bruxelles dopo il caos alla Camera, il Consiglio europeo si concentra su Ucraina e difesa

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Giorgia Meloni, oggi giovedì 20 marzo, è arrivata a Bruxelles per partecipare al Consiglio europeo, dedicato principalmente ai temi dell’Ucraina e della difesa comune. La premier, prima di lasciare Roma, ha però acceso gli animi in Aula a Montecitorio, dove il suo intervento ha scatenato una bagarre politica che ha riacceso tensioni già latenti. Durante la seduta, Meloni ha criticato apertamente alcuni passaggi del Manifesto di Ventotene, documento storico considerato tra i pilastri ideali dell’Unione europea, affermando con decisione: “Non è la mia Europa”. Una dichiarazione che ha fatto immediatamente scattare la reazione delle opposizioni, già pronte a contestare ogni parola della leader di Fratelli d’Italia.

La polemica, che ha trasformato l’Aula in un campo di battaglia verbale, ha visto le opposizioni ricompattarsi in modo trasversale, pur mantenendo divisioni interne su altri fronti, come quello della posizione da assumere rispetto alla guerra in Ucraina. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, e Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, hanno mostrato divergenze su come affrontare il conflitto, ma di fronte alle parole di Meloni hanno trovato un terreno comune di protesta. Urla, fischi e accuse di “vergogna” hanno riempito l’emiciclo, mentre il sottosegretario di FdI Gianmarco Mazzi, applaudendo in disparte, ha ulteriormente infiammato gli animi.

La premier, da parte sua, ha ribadito la sua visione di un’Europa che, a suo dire, sembra aver perso la bussola in un mondo sempre più frammentato e dominato da figure come Donald Trump. “L’Europa è un equivoco”, ha dichiarato, sottolineando come il progetto europeo sia spesso interpretato in modo diverso da ciascuno, senza una direzione chiara. Una critica che, se da un lato ha trovato consenso tra chi vede nell’Ue un’istituzione lontana dai cittadini, dall’altro ha alimentato il fuoco delle polemiche, soprattutto tra chi considera il Manifesto di Ventotene un faro irrinunciabile per il futuro del continente.

Intanto, mentre a Roma si discuteva di Europa, i riflettori dei media internazionali si accendevano su altri fronti. L’arresto del sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, principale avversario del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ha riportato l’attenzione sulle tensioni politiche in Turchia. A Gaza, la ripresa dei bombardamenti ha riaperto ferite mai sanate, mentre la telefonata tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky ha riacceso speranze di una possibile pace in Ucraina, con Kiev che parla di un accordo duraturo entro la fine dell’anno.

Le prime pagine dei quotidiani italiani, oggi, riflettono questa complessità. Il caos alla Camera dopo le parole di Meloni sul Manifesto di Ventotene domina i titoli, insieme alle reazioni delle opposizioni e alle attese per il Consiglio europeo. Un momento cruciale per la premier, che a Bruxelles dovrà confrontarsi con i leader degli altri Stati membri su temi delicati come la sicurezza continentale e il sostegno all’Ucraina, mentre a casa il dibattito politico continua a dividere.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.