La ricchezza dei miliardari è un pericolo per la democrazia, l'allarme di Oxfam da Davos
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La crescente concentrazione della ricchezza nelle mani di una cerchia sempre più ristretta di persone rappresenta una minaccia concreta per gli equilibri democratici globali, come ha sottolineato con forza il direttore esecutivo di Oxfam, Amitabh Behar, intervenendo a Davos in occasione dell'apertura del forum economico mondiale. Parlando dall'elitaria località svizzera, che ospita decine di capi di Stato e di governo, Behar ha commentato i dati aggiornati al 2025, i quali rivelano che la ricchezza collettiva dei super-ricchi ha raggiunto livelli mai visti prima, mentre circa metà della popolazione mondiale vive in condizioni di povertà. Il 2025, definito dall'organizzazione un anno "superlativo" per l'élite economica, segna l'apice di un decennio di crescita esponenziale delle fortune personali, un fenomeno che si è sviluppato in un contesto internazionale già travagliato da conflitti e da shock climatici ricorrenti.
Il divario planetario tra un pugno di uomini e miliardi di persone
La fotografia scattata dal rapporto "Nel baratro della disuguaglianza" è di una crudezza quasi disarmante, poiché evidenzia come soltanto dodici individui, tra i più facoltosi del pianeta, controllino oggi una ricchezza superiore a quella detenuta dalla metà più povera della popolazione globale, un insieme di persone che supera i quattro miliardi. La cifra complessiva posseduta dai miliardari di tutto il mondo ha ormai superato la soglia dei diciottomila miliardi di dollari, una somma che, per dare un'idea della sua sproporzione, equivale a circa otto volte il prodotto interno lordo dell'Italia. Questa frattura, che non è soltanto di natura economica ma si trasforma rapidamente in uno squilibrio di potere, erode progressivamente la coesione sociale e indebolisce le istituzioni democratiche, private della loro capacità di rappresentare gli interessi collettivi.
La situazione italiana e l'assenza di politiche pubbliche efficaci
Anche l'Italia, sebbene su scale diverse da quelle delle superpotenze economiche, riflette fedelmente questa tendenza globale, mostrando un marcato incremento della ricchezza concentrata ai vertici della piramide sociale. Nell'ultimo anno, infatti, il patrimonio complessivo dei miliardari residenti nel paese è cresciuto, in termini reali, di ben 54,6 miliardi di euro, un aumento che equivale a circa 150 milioni di euro accumulati ogni singolo giorno, portando il totale a 307,5 miliardi. Contemporaneamente, è aumentato anche il loro numero, passato da 71 a 79 unità, mentre si è acuita la disuguaglianza di reddito tra i cittadini, un fenomeno che procede di pari passo con un preoccupante abbandono delle politiche pubbliche di sostegno ai più vulnerabili.
La deriva autoritaria e il controllo dell'informazione
Il rapporto di Oxfam delinea con chiarezza il nesso pericoloso che lega la ricchezza estrema all'acquisizione di influenza politica, un processo che spesso si traduce in un controllo sempre più stretto sui mezzi di comunicazione e sulle narrative pubbliche. Non è un caso, si legge nell'analisi, che in diversi paesi, tra cui gli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump, si sia assistito a un'accelerazione di pratiche che favoriscono gli interessi delle grandi rations e dei loro azionisti di riferimento, a discapito di interventi strutturali sulle disuguaglianze. Questa dinamica, che svuota di significato il confronto democratico, rappresenta il cuore del pericolo denunciato dall'organizzazione, il quale non risiede semplicemente nell'accumulo di beni ma nella sua conversione in uno strumento di potere incontrastato.




