Novi Ligure, tragedia in retromarcia: il padre del comico Lauretta ucciso sulle strisce

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La cronaca locale, quella che spesso si consuma nell’indifferenza generale prima di esplodere in un grido di dolore collettivo, si è fermata questa mattina all’incrocio tra viale Saffi e l’uscita carraia delle scuole. È lì che un furgone, presumibilmente intento a compiere una manovra di retromarcia, ha travolto e ucciso Domenico Lauretta, ottantacinquenne molto conosciuto in città non solo per il carattere solare ma anche perché, come ha voluto ricordare il figlio, volontario della Croce Rossa e donatore di sangue. La vittima, come confermato dal personale del 118 accorso sul posto, è deceduta sul colpo a causa delle ferite riportate nell’impatto, non lasciando scampo ai tentativi di rianimazione.

L’anniversario spezzato e la dinamica dell’impatto

Domenico Lauretta non era un passante qualsiasi: era il padre di Claudio, il comico e imitatore noto al grande pubblico per le trasmissioni televisive. A rendere il quadro ancora più amaro, se possibile, è il contesto familiare in cui si inserisce la tragedia. Proprio ieri, ha spiegato l’artista all’Ansa, i coniugi Lauretta avevano festeggiato ben cinquantasette anni di matrimonio, un traguardo che li aveva visti sorridenti in una fotografia scattata sotto la vecchia rovere, poi diventata l’immagine di un addio straziante.

Secondo le prime e parziali ricostruzioni fornite dalla polizia locale, l’anziano stava attraversando regolarmente le strisce pedonali al rientro da alcune commissioni mattutine. Pare che fosse andato a riprendere l’auto dopo aver acquistato il giornale all’edicola, con l’intenzione di andare a prendere la moglie Marisa in palestra. La traiettoria del furgone, però, ha incrociato la sua in quella che appare come una fatale distrazione del conducente durante la manovra. L’automobilista, la cui posizione è attualmente al vaglio degli inquirenti, non si è dato alla fuga: si è fermato immediatamente per prestare i primi soccorsi, un gesto che non ha però cambiato l’esito della vicenda.

Il post del figlio Claudio e la figura paterna

L’eco dell’incidente ha rapidamente varcato i confini del Piemonte, trasformandosi in lutto nazionale quando Claudio Lauretta ha rotto il silenzio con un messaggio pubblicato sui propri profili social. Lontano dai riflettori e dai camerini, l’imitatore ha restituito un ritratto commovente di un uomo che era “forte, saggio e con radici profonde”. Nelle sue parole, riportate dalla stampa locale, emerge la figura di un genitore descritto come straordinariamente allegro, capace di raccontare barzellette e di “tenere allegra tutta Novi”.

“Ci sono io ora con mamma”, ha scritto l’artista rivolgendosi al padre scomparso, assumendo su di sé il peso del sostegno alla famiglia in un momento in cui la casualità di un “incidente stupido” ha spezzato un equilibrio familiare consolidato. La comunità locale, che lo aveva conosciuto anche come volontario attivo, ha perso una presenza fissa del tessuto cittadino, mentre le indagini della polizia municipale continuano a cercare di ricostruire i secondi esatti di quella manovra fatale, per stabilire con certezza eventuali responsabilità civili o penali a carico del conducente del mezzo.

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