Centri migranti in Albania, operatori italiani rientrano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   ROMA — Nei centri per il trattenimento dei migranti in Albania, gestiti dalla cooperativa Medihospes, si sta assistendo a un significativo rientro del personale italiano. Entro il fine settimana, tutti gli operatori sociali lasceranno le strutture di Shengjin e Gjader per tornare in Italia. La decisione, che non prevede al momento ricambi, è stata presa in seguito a una rimodulazione delle esigenze operative, come confermato dal Ministero dell'Interno.

Damian Boeselager, eurodeputato tedesco di Volt, ha visitato il centro di Gjader con una delegazione del suo partito, sottolineando che lo staff presente è stato ridotto al minimo indispensabile. Attualmente, nei centri rimangono solo i lavoratori necessari per la manutenzione delle strutture e per fornire i servizi di base agli agenti di sicurezza e a quelli presenti nel penitenziario.

La cooperativa Medihospes, che gestisce l'assistenza sociale e sanitaria nelle strutture, manterrà in Albania solo sette impiegati, tutti in ruoli amministrativi. Nonostante la riduzione del personale, il Ministero dell'Interno ha assicurato che i centri resteranno operativi e vigilati.

Questa situazione ha sollevato diverse domande riguardo al futuro dei centri e alla gestione dei migranti. Tuttavia, le autorità hanno minimizzato la portata della decisione, definendola una semplice rimodulazione in base alle esigenze del momento.

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