Gli ebrei svelano l'ambiguità dem sugli antisemiti
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Redazione Interno
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Per molti anni, il Partito Democratico e la sinistra italiana hanno applicato, in modo meccanico e furbesco, al Giorno della Memoria uno schema analogo a quello delle conferenze all'estero di Yasser Arafat. L'allora leader palestinese, com'è noto, alternava una risposta moderata in inglese, destinata all'opinione pubblica internazionale, e una incendiaria in arabo, indirizzata ai suoi.
Il ricordo della Shoah, ai tempi di Gaza, assume una connotazione particolare. Anche quest'anno, come e forse ancora di più che lo scorso, sullo sfondo della Giornata della Memoria si staglia l'ombra della guerra a Gaza. Una guerra che ha portato, finora, alla morte di oltre 45 mila palestinesi, il 70 per cento dei quali sono donne, bambini e anziani. Questo conflitto è stato scatenato dal massacro perpetrato dall'organizzazione terrorista Hamas il 7 ottobre 2023, che ha causato la morte di 1200 israeliani, tra cui moltissimi civili, donne, bambini e anziani, e il rapimento di altri 250.
Anna Foa, storica e già docente di Storia Moderna all'Università La Sapienza di Roma, specializzata in storia dell'ebraismo, della condizione ebraica in Europa e delle trasformazioni sociali dell'età moderna, ha dichiarato: "La Shoah e il 7 ottobre: è un paragone sbagliato". Secondo Foa, il Giorno della Memoria va celebrato a testa alta, in un clima di grande giustizia innanzitutto interiore: questo è il nucleo su cui è stato fondato e il motivo per cui si rivolge a tutti, in Europa.
Ieri, in occasione della Giornata della Memoria, media e associazioni pro Israele sono scesi in campo per silenziare la funzione storica e sociale del 27 gennaio.




