Madonna di Campiglio, colpo di scena in notturna: Hallberg domina la prima manche, Vinatzer cade in casa

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Sotto i riflettori che tradiscono ogni ombra sul ghiaccio della "3-Tre", tradizionale palcoscenico che da decenni scrive la storia dello slalom, si è consumata una prima manche dall'esito sorprendente, la quale, nel giro di pochi secondi, ha ribaltato pronostici e gerarchie. Mentre la folla, assiepata lungo il tracciato, tratteneva il fiato, la gara si è decisa nel settore finale, un muro insidioso che ha premiato chi ha osato di più e ha punito senza appello anche un solo, minimo errore. Proprio lì, dove la pista si fa più veloce e il dislivello più impegnativo, il finlandese Eduard Hallberg, partito col pettorale numero 21, ha costruito la sua leadership inaspettata, strappando il tempo migliore allo svizzero Tanguy Nef per appena sedici centesimi e precedendo di trenta il campione del mondo in carica, il francese Clement Noel.

Il sogno azzurro infranto troppo presto

La serata, che si preannunciava festosa per il pubblico di casa, ha invece registrato una delle delusioni più amare con l'uscita di scena immediata di Alex Vinatzer. L'azzurro, partito con il numero 17, aveva infatti impressionato al primo intertempo, transitando con un vantaggio di trentotto centesimi sul migliore del momento, dimostrando di avere il ritmo giusto per ambire al vertice. Poco dopo, tuttavia, un errore nel passaggio su una delle porte più delicate del tracciato, ha causato la caduta, interrompendo bruscamente la sua discesa e lasciando in sospeso le speranze di una piazza italiana sul podio in una delle gare più iconiche del circo bianco.

Una classistica che promette un finale al cardiopalma

A rendere eccezionale questa prima prova non è stato solo il cambio al comando, ma la compressione incredibile dei tempi, che lascia tutto in bilico per la seconda manche. I primi sei classificati, infatti, sono racchiusi in un soffio di soli trentacinque centesimi, mentre i primi otto atleti rientrano tutti in un margine di quarantuno centesimi. Una situazione che annulla qualsiasi vantaggio psicologico e trasforma la seconda discesa, in programma nella tarda serata, in una lotta senza quartiere dove ogni centesimo avrà il valore di un intero secondo. Alle spalle del terzetto di testa si sono piazzati, in un ordine serratissimo, i norvegesi Henrik Kristoffersen, Timon Haugan e lo statunitense, di origine norvegese, Luke Winters.

Il fattore pista: ghiaccio duro e un'onda decisiva

La condizione del manto, perfettamente preparato e ghiacciato, ha giocato un ruolo determinante, lisciandosi progressivamente con il passaggio di ogni concorrente e penalizzando, in qualche misura, chi è sceso con un pettorale alto. Molti atleti, tra cui diversi big, hanno faticato non poco nell'ultimo tratto, caratterizzato da un'onda particolarmente tecnica che ha obbligato a precisi aggiustamenti di ritmo. Hallberg, che si era già segnalato per un terzo posto a Levi lo scorso novembre e un ottavo posto qui a Campiglio la stagione scorsa, ha dimostrato una freddezza notevole, registrando i parziali più veloci proprio negli ultimi due settori, là dove la gara si vince o si perde. Ora, con il peso di dover difendere un margine esiguo sotto la pressione degli specialisti più titolati, il finlandese si giocherà la chance più importante della sua giovane carriera.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.