Alfa Romeo, il ritorno del Quadrifoglio: Giulia e Stelvio di nuovo in listino da marzo
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La notizia, nell’aria ormai da alcune settimane, trova adesso una conferma ufficiale che non mancherà di sollevare l’entusiasmo degli appassionati del Biscione. A partire dal mese di marzo, Alfa Romeo riattiverà l’ordinabilità in Europa per le versioni più estreme e iconiche della sua gamma, la Giulia e la Stelvio Quadrifoglio, i due modelli che dall’ormai lontano 2016 – per la berlina – e 2017 – per il Suv – hanno rappresentato l’apice della sportività applicata alla produzione di serie del marchio. Una decisione, quella presa dai vertici della Casa, che si inserisce in una strategia più ampia voluta dalla nuova amministrazione di Stellantis, la quale, dopo aver constatato un rallentamento nella domanda globale di veicoli elettrici, ha optato per un'estensione del ciclo di vita delle attuali piattaforme a combustione interna, spostando in avanti il debutto delle previste eredi a batteria. Non si tratta, è bene sottolinearlo, di un rilancio temporaneo o di una serie limitata, bensì della conferma di una presenza stabile nei listini del Vecchio Continente quantomeno fino al 2027, con la produzione che riprenderà a regime nello stabilimento di Cassino.
Sotto il profilo tecnico, la ricetta che ha decretato il successo di queste due belve rimane immutata nella sua sostanza più autentica, fedele a quel concetto di meccanica raffinata che da sempre contraddistingue il Quadrifoglio. Il cuore pulsante, per entrambe, continua a essere il possente e celeberrimo propulsore 2.9 V6 biturbo, un gioiello di ingegneria in grado di erogare 520 cavalli e 600 Nm di coppia, un valore quest’ultimo che garantisce un’erogazione poderosa sin dai regimi più bassi. La configurazione meccanica, poi, è stata pensata con un’ossessione di fondo: la ricerca della leggerezza e dell’equilibrio perfetto tra i due assi, obiettivo perseguito attraverso l'impiego massiccio di materiali pregiati come la fibra di carbonio per l'albero di trasmissione, il cofano e lo spoiler posteriore, e l'alluminio per gran parte della struttura del motore e delle sospensioni.
Se la filosofia di base è comune, l’applicazione pratica della potenza differisce sensibilmente tra le due creature del Biscione, andando a incontrare le sensibilità di guidatori dal gusto sportivo magari differente. La Giulia Quadrifoglio, forte di un’architettura a trazione posteriore, enfatizza il concetto di sportività più pura e classicamente intesa, quella che trova nel retrotreno che scarica a terra la potenza la sua ragion d'essere, impreziosita peraltro dalla presenza di un’aerodinamica attiva affidata a uno splitter anteriore in carbonio in grado di gestire i flussi d'aria sottostanti. La Stelvio Quadrifoglio, dal canto suo, pur mantenendo inalterato il carattere, adotta la trazione integrale Q4, una scelta obbligata per gestire al meglio l’imponente coppia motrice su un vettura più alto e pesante, ma che al contempo non tradisce l’impostazione sportiva grazie al differenziale autobloccante meccanico, elemento chiave per ottimizzare la motricità in uscita di curva e garantire un comportamento agile e preciso, nonostante i suoi 1.830 chilogrammi di peso a secco.
A suggellare l’operazione, contribuendo a creare un alone di attesa e desiderabilità attorno al ritorno delle due sportive, è intervenuto direttamente l’amministratore delegato di Alfa Romeo, Santo Ficili. Le sue parole, rilasciate in occasione dell’annuncio ufficiale seguito all’anteprima del Brussels Motor Show, suonano come una vera e propria dichiarazione d’intenti: la riapertura degli ordini rappresenta il mantenimento di una promessa fatta a coloro che ripongono nella guida un'attenzione quasi maniacale alle performance estreme e alle emozioni pure. Un modo, nelle sue stesse dichiarazioni, per celebrare un simbolo centenario – quello del Quadrifoglio, appunto – che dal lontano 1923, quando apparve sulla RL del pilota Ugo Sivocci vincitore della Targa Florio, continua a identificare le vetture più performanti della Casa, legando indissolubilmente il destino dei modelli di serie a quello delle competizioni. La cura per i dettagli, del resto, si ritrova anche nella possibilità di personalizzazione estetica: le ordinazioni, i cui prezzi verranno comunicati nei prossimi giorni, potranno contare su una gamma di livree che spazia dalle classiche Rosso Etna e Rosso Alfa fino al moderno Grigio Vesuvio, passando per il celebre Verde Montreal e il Blu Misano, a dimostrazione di una volontà di offrire un prodotto su misura per il proprio estimatore.
La strategia di Stellantis e l’effetto domino sulla gamma
Questa inversione di rotta, che di fatto riporta in vita modelli che molti davano per spacciati sull’altare dell’elettrificazione forzata, non rappresenta un caso isolato, bensì il tassello di un disegno più complesso che porta la firma del nuovo corso di Stellantis. Con l’insediamento di Antonio Filosa alla guida del gruppo, subentrato a Carlos Tavares, si è assistito a un radicale cambiamento di prospettiva, un vero e proprio ritorno all’ascolto del mercato e delle sue reali dinamiche. Filosa, in più occasioni, ha sottolineato come la transizione energetica debba procedere a un ritmo dettato dalla domanda e non da imposizioni calate dall'alto, un principio che ha portato a stanziare ingenti risorse per lo sviluppo di motori termici avanzati e ibridi, accanto alla produzione di veicoli elettrici. In questo senso, la decisione di prolungare la vita di Giulia e Stelvio – e delle loro rispettive versioni Quadrifoglio – fino al 2027 è la conseguenza logica di un nuovo realismo industriale che mira a coprire la finestra temporale lasciata scoperta dal rinvio delle nuove generazioni, inizialmente attese per il 2025 e ora posticipate per essere reingegnerizzate su piattaforme in grado di ospitare anche motorizzazioni ibride.
L’impatto di questa scelta, naturalmente, si riverbera sull’intera gamma del Biscione, creando una continuità che per certi versi rappresenta un unicum nel panorama automobilistico contemporaneo. Mentre Giulia e Stelvio continueranno la loro carriera forte di questo rinnovato slancio, il testimone dell’innovazione, per il momento, passa ad altri modelli. La vera novità per il 2026, infatti, sarà rappresentata dal restyling della Tonale, il Suv compatto di casa Alfa che proprio in questi mesi si prepara al debutto con un frontale ridisegnato e motorizzazioni aggiornate, sebbene non sia prevista per lui una declinazione Quadrifoglio. Un segnale, quest'ultimo, che la Casa intende mantenere una gerarchia ben precisa all'interno della propria offerta, riservando il leggendario portafortuna soltanto alle vetture che meglio interpretano lo spirito racing più autentico, quelle per cui, come nel caso della Giulia e della Stelvio, l’emozione di guida resta l’unico, vero obiettivo.




