Glass Lewis sostiene l’ops di Mediobanca su Banca Generali, Caltagirone critica ma la merchant bank replica
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Redazione Economia
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Anche Glass Lewis, tra i più influenti proxy advisor a livello globale, ha raccomandato agli azionisti di Mediobanca di votare a favore dell’offerta pubblica di scambio (ops) su Banca Generali, in programma per il 21 agosto. La società americana, che segue l’indirizzo già espresso a giugno da Iss e Pir, ha ribadito la validità del rapporto di cambio proposto, sottolineando come la merchant bank abbia «adottato misure per agevolare le trattative» con Generali e Banca Generali, incluso il negoziato per un accordo di partnership strategica.
La posizione di Glass Lewis arriva in un momento cruciale, mentre Mediobanca si prepara a replicare alle obiezioni sollevate da VM 2006, la holding di Francesco Gaetano Caltagirone. Quest’ultima, in una nota dell’11 agosto, aveva criticato la richiesta di conferma dei poteri al cda, definendola una «delega in bianco». Una tesi che Piazzetta Cuccia ha respinto con fermezza, precisando che l’assemblea non può sostituirsi al consiglio ma è chiamata a ripristinare le facoltà gestorie sospese temporaneamente dalla passivity rule, norma che limita le mosse delle società sotto offerta.
Sul fronte degli accordi commerciali con Generali, Mediobanca ha ricordato che si tratta di intese già esistenti, approvate in precedenza dagli stessi amministratori di Banca Generali. Un passaggio che, secondo la banca guidata da Alberto Nagel, rende infondate le preoccupazioni sollevate da Caltagirone. La replica puntuale ai dubbi del socio – che pure detiene una quota minoritaria ma vocal – mira a chiarire i termini giuridici dell’operazione, evitando che le critiche influenzino il voto degli altri investitori.




