Mps-Mediobanca, le adesioni all’ops superano il 28%
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Redazione Economia
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L’offerta pubblica di scambio lanciata dal Monte dei Paschi di Siena su Mediobanca, la cui operatività è destinata a concludersi a breve, prosegue con un ritmo di adesioni che, dopo una fase di stallo, ha registrato un’impennata decisiva negli ultimi giorni. Le richieste di adesione hanno infatti toccato, alla data del 29 agosto, una quota complessiva pari al 28,0387% del capitale di Piazzetta Cuccia, un dato che, se rapportato alle azioni proprie annullate dallo stesso istituto finanziario lo scorso 31 luglio, si attesta in realtà su una percentuale ancora più significativa, ovvero intorno al 28,73%.
L’accelerazione, che ha portato a un incremento di quasi un punto percentuale in sole ventiquattr’ore, è stata sospinta dall’ingresso nell’operazione di un pacchetto azionario cospicuo, stimato attorno al 7,3%, consegnato in un’unica soluzione e che gli analisti, pur in assenza di conferme ufficiali, tendono ad attribuire all’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone. Quest’ultimo, la cui posizione è rilevante in entrambi gli istituti, detiene infatti una partecipazione del 9,9% in Mediobanca ed una quota analoga nello stesso Monte dei Paschi.
A questo ingente blocco di adesioni si è giunti dopo il decisivo contributo iniziale fornito da Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, che aveva precedentemente consegnato il proprio 19,4% del capitale, contribuendo a spingere il totale oltre la soglia del 26%. La dinamica complessiva dell’ops, che è volontaria e totalitaria, suggerisce come il traguardo del 35%, soglia minima necessaria per la riuscita dell’operazione, appaia ormai prossimo.




