L'antisemitismo di Paolo Signorelli e il silenzio delle comunità ebraiche
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Redazione Interno
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Paolo Signorelli, portavoce del ministro Francesco Lollobrigida, è al centro di una polemica per le sue frasi antisemite. Questo ha portato a un silenzio imbarazzante da parte delle istituzioni ebraiche italiane, che solitamente sono pronte ad accusare di antisemitismo chiunque protesti contro la guerra del governo di Israele a Gaza.
Il silenzio delle comunità ebraiche
Le comunità ebraiche italiane sembrano chiudere un occhio quando l'antisemitismo si manifesta nel cuore del potere della destra al governo. Questo atteggiamento è stato particolarmente evidente nelle recenti polemiche su Paolo Signorelli.
La reazione di Giovanni Donzelli
Giovanni Donzelli, politico di spicco, ha espresso il suo disgusto per il caso Signorelli, rivelato dal quotidiano La Repubblica a poche ore dal voto. Donzelli ha criticato la sinistra per aver tirato fuori chat private di sei anni fa per accusare un partito. Ha inoltre ricordato che la professoressa Di Cesare, che ha insultato Giorgia Meloni, ha difeso pubblicamente la terrorista Balzerani.
Il caso Signorelli e Diabolik
Nel 2019, Lollobrigida chiese i funerali pubblici per Diabolik, un estremista di destra capo ultrà della Lazio e trafficante di droga assassinato. Questo evento è tornato alla ribalta dopo la scoperta delle chat tra il suo portavoce, Paolo Signorelli, e Diabolik. Queste chat contenevano insulti agli ebrei e lodi agli ex Nar. Il ministro Lollobrigida ha firmato una nota in cui si diceva: “Confido possa smentirla al più presto”. Tuttavia, quei messaggi Whatsapp sono stati estratti in una copia forense presente agli atti di un’inchiesta.
Il caso Signorelli ha messo in luce l'antisemitismo nel cuore del potere della destra al governo e il silenzio delle comunità ebraiche italiane. Questa situazione solleva interrogativi sulla responsabilità delle istituzioni e sulla necessità di affrontare l'antisemitismo in tutte le sue forme.




