Influenza in anticipo di un mese, l'Oms Europa segnala un 17% di positività ai test
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Redazione Salute
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L’influenza stagionale, che quest’anno ha fatto la sua comparsa con circa quattro settimane di anticipo rispetto ai consueti ritmi, sta mostrando un andamento che gli esperti definiscono simile a quello registrato nel periodo 2022-2023. A tracciare il quadro per la regione europea è l’Organizzazione mondiale della sanità, la quale, attraverso i suoi dati, evidenzia come a metà novembre la percentuale di positività ai test influenzali effettuati nelle cure primarie abbia raggiunto il 17%, una cifra che rappresenta un indicatore chiave per valutare l’intensità della circolazione virale. Questo dato, considerato nel suo insieme, lascia presupporre che il picco dei contagi, stando alle proiezioni, potrebbe materializzarsi tra il mese di dicembre e quello di gennaio, configurando una fase di criticità che le strutture sanitarie si stanno preparando ad affrontare.
Il monitoraggio Influnet in Italia
In Italia, il sistema di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, noto come Influnet, fornisce un’istantanea precisa della situazione. Nella quarantaseiesima settimana del 2025, l’incidenza delle sindromi simil-influenzali si è attestata a 7,91 casi ogni mille assistiti, un valore che colloca l’intensità del fenomeno in una fascia ancora bassa. Le stime, che si basano su un attento monitoraggio settimanale, calcolano approssimativamente quattordicimila nuovi casi a livello nazionale, un numero che, sebbene contenuto, segna l’inizio di una curva epidemica il cui sviluppo è oggetto di attenta osservazione da parte degli epidemiologi.
L'allarme degli infettivologi
Dal canto suo, l’infettivologo Matteo Bassetti ha lanciato un monito circa la possibilità di affrontare “una delle stagioni influenzali peggiori degli ultimi dieci anni”. Il direttore del reparto di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, riferendosi all’aumento dei casi registrati nell’ultima settimana, ha sottolineato come la diffusione del virus, favorita dalla sua facilità di trasmissione, sia destinata a continuare. Bassetti, nel commentare l’anticipo della stagione, ha attribuito la causa principale al predominio del virus H3N2, il quale presenta numerose varianti in circolazione che lo rendono particolarmente elusivo.
Le caratteristiche del virus e la campagna vaccinale
Proprio l’elevata capacità di mutazione del virus, paragonata da alcuni esperti a quella osservata nel Sars-CoV-2, rappresenta uno degli aspetti più critici. Questa “furbizia” del patogeno, come è stata definita, gli consentirebbe di evadere tanto l’immunità naturale acquisita da precedenti infezioni, quanto quella indotta da vaccinazioni effettuate con i ceppi degli anni passati. “O fai il vaccino nuovo oppure gli anticorpi non lo riconoscono”, ha affermato l’infettivologo, delineando uno scenario in cui la profilassi aggiornata diventa l’unico strumento veramente efficace per contrastare le nuove varianti. In assenza di un’ampia adesione alla campagna vaccinale, il rischio paventato è quello di poter contare, nel corso dell’intera stagione, fino a venti milioni di casi complessivi nel paese.




