Scudetto, Thuram sui social: “Adesso si balla”. E quella frecciatina a Conte che fa rumore

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il ventunesimo tricolore della storia dell’Inter, conquistato sul campo del Parma grazie al 2-0 firmato dagli uomini guidati da Cristian Chivu, ha riacceso la moviola del gossip nerazzurro. E se la festa ufficiale, quella del Meazza trasformata in un mare di bandiere e cori, sembrava aver esaurito la carica emotiva della serata, Marcus Thuram ha pensato bene di prolungarla – anzi, di ribaltarla – nello spazio liquido e immediato dei social network. L’attaccante francese, tornato decisivo proprio nel rush finale dopo qualche settimana di appannamento che ne aveva messo in dubbio la continuità, ha scelto Instagram come palcoscenico per una serie di interventi tutt’altro che casuali. “Adesso si balla”, ha scritto pubblicando una sequenza di fotografie tra cui spicca un dettaglio che nessuno, a pensarci bene, ha volutamente ignorato: sullo schermo di una televisione alle sue spalle, inquadrato con la precisione di chi sa quel che fa, appare il volto di Antonio Conte.

Il riferimento implicito al tecnico del Napoli e la strategia dell’ironia

Non c’è bisogno di didascalie esplicite quando l’immagine parla da sé. Thuram, che durante la diretta Instagram seguita alla vittoria sul Parma si era già lasciato andare a un commento satirico sulle critiche ricevute dall’Inter nei grandi match – quelle recriminazioni, per intenderci, sul basso numero di scontri diretti vinti nel campionato 2025/26 –, stavolta alza l’asticella. La foto con Conte sullo sfondo, infatti, non è un caso isolato ma si inserisce in un fil rouge preciso: il pungolo rivolto a un Napoli che, nonostante la partenza sprint e le dichiarazioni roboanti dell’estate, ha dovuto cedere lo scettro proprio ai nerazzurri. L’ex tecnico dell’Inter, oggi alla guida degli azzurri, diventa così il bersaglio muto di un sarcasmo che non ha bisogno di parole: c’è il tavolo, c’è la Tv, c’è il suo volto, e c’è un campione d’Italia che esulta con eleganza dissacrante. Thuram, è bene ricordarlo, non ha mai avuto la continuità che ci si aspetterebbe da un attaccante di quel peso, ma è tornato al momento giusto – quando serviva accelerare – e ha trascinato i compagni con gol e assist pesanti come macigni.

Dallo striscione di Dumfries al cane Theo: la tradizione delle dirette social nerazzurre

Quella delle live Instagram post-scudetto, del resto, è una consuetudine che l’Inter ha trasformato in un vero e proprio genere letterario della provocazione calcistica. Due anni fa, per festeggiare il ventesimo titolo, Calhanoglu, Thuram e Lautaro scherzarono sul nome del cane dell’attaccante argentino, lasciando intendere – tra risate e sguardi complici – che si chiamasse Theo, come il rottweiler raffigurato al guinzaglio di Dumfries nello striscione esposto da un tifoso. Il derby non tramonta mai, si sa, e dal campo il clima si trasferisce istantaneamente in questi salotti virtuali dove il confine tra sfottò e bordata è volutamente labile. Thuram, in quest’ottica, si conferma l’anima ironica dello spogliatoio: non solo ha chiamato i tifosi a raccolta in Piazza Duomo, condividendo con loro l’ebbrezza della rimonta sul Milan e della fuga decisiva, ma ha anche raccolto tutti i sorrisi – e le frecciate – di cui è capace.

Critiche esorcizzate e un campionato vinto senza scontri diretti? Il paradosso Thuram

C’è un aspetto, tuttavia, che rende ancora più gustosa la posizione del francese. Nella diretta di ieri sera – quella successiva alla partita di Parma – Thuram aveva già ironizzato sulle critiche ricevute dall’Inter per il magro bottino nei big match stagionali. “Ci sarà un premio per chi li vince”, aveva detto con un filo di voce tra il serio e il faceto, smontando l’argomento con la stessa leggerezza con cui si toglie una foglia dalla maglia. Perché, in fondo, lo Scudetto è lì, bello e pesante, anche senza aver steso tutte le grandi del calendario. E mentre i tabellini raccontano di un attaccante che ha saputo attendere il suo momento senza forzare i tempi, i social restituiscono l’immagine di un uomo che festeggia con irriverenza calcolata. L’ennesimo sfottò ai danni dei napoletani, insomma, non è solo una bravata da spogliatoio: è la cifra stilistica di un gruppo che ha imparato a trasformare le polemiche in carburante.

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