Lo Sporting Lisbona ribalta il Bodo/Glimt e vola ai quarti, la frecciatina social di Alvino all’Inter
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Redazione Sport
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La notte di Lisbona, quella che allo stadio José Alvalade ha visto lo Sporting CP compiere un’impresa che mancava da quarantatré anni, ha riscritto il copione di una stagione europea regalando agli uomini allenati da Rui Borges – particolare, questo, non secondario – una rimonta che sa di leggenda. Dopo il 3-0 subito in Norvegia, i Leões hanno ribaltato tutto con un perentorio 5-0 ai supplementari, approfittando anche di un calo mentale dei norvegesi, apparsi irriconoscibili rispetto alla squadra che aveva dominato all’andata e che, va ricordato, in questa stessa edizione del torneo era riuscita a violare San Siro contro l’Inter. Fu proprio quel ko, maturato ai playoff, a spianare ai norvegesi la strada verso la fase a gironi prima e verso una memorabile qualificazione agli ottavi poi, fino all’incantesimo spezzato ieri sera in Portogallo.
In un primo tempo giocato a ritmi altissimi, i padroni di casa hanno trovato il gol della speranza con Gonçalo Inacio, abile a insaccare di testa su sviluppo di calcio d’angolo al minuto trentaquattro. Nella ripresa, la spinta portoghese non si è affievolita, anzi: Pedro Gonçalves, al sedicesimo, ha raddoppiato su assist del colombiano Luis Suárez, lo stesso Suárez che poi, dal dischetto, ha trasformato un rigore procurato da una mano ingenua di Fredrik Bjørkan. Con il punteggio fissato sul 3-0 al novantesimo, l’arbitro ha concesso i supplementari, e lì la differenza atletica e di panchina si è fatta sentire: Maximiliano Araújo, uruguaiano, ha segnato il quarto gol al secondo minuto del primo tempo aggiuntivo, mentre Rafael Nel, entrato dalla panchina, ha chiuso i conti al sedicesimo del secondo tempo supplementare. Una prova di forza, la loro, che ha certificato l’accesso ai quarti di finale dove troveranno l’Arsenal, capace a sua volta di superare il Bayer Leverkusen.
In Inghilterra, infatti, i Gunners di Mikel Arteta hanno liquidato la pratica tedeschi con un 2-0 firmato da due giocate di pregevole fattura: Eberechi Eze, ex Crystal Palace, ha aperto le danze al minuto trentasei con una conclusione al volo da venti metri che ha lasciato di stucco persino i suoi compagni – William Saliba e Ben White sono rimasti a bocca aperta, immortalati dalle telecamere mentre si toccavano la testa increduli – mentre Declan Rice ha chiuso il discorso al minuto sessantatré con un mancino a giro dal limite che non ha lasciato scampo al portiere avversario. Dall’altra parte del tabellone, intanto, il Paris Saint-Germain ha eliminato il Chelsea travolgendolo 3-0 a Stamford Bridge: in gol Bradley Barcola e due assist per il giovane Senny Mayulu da parte di Achraf Hakimi, con l’ex Napoli Khvicha Kvaratskhelia ancora una volta decisivo nel suggestionare la manovra offensiva parigina.
Ma è il ribaltone dello Sporting, in particolare, ad avere acceso gli animi e a solleticare l’ironia, se non il sarcasmo, di chi in Italia segue le vicende nerazzurre. Il giornalista Carlo Alvino, noto per i suoi interventi pungenti, ha affidato a X una frecciatina che non è passata inosservata: “Chiedo per un amico, allora si poteva rimontare il Bodo? Quanto è bello il calcio, Complimenti allo Sporting (battuto a Napoli dalla coppia De Bruyne-Højlund e quando avevamo la rosa al completo) Cresce il rammarico per cosa poteva essere questa stagione…”. Un messaggio chiaro, quest’ultimo, diretto come una lama a chi – l’Inter, appunto – il Bodo/Glimt l’aveva affrontato e subito eliminato, senza riuscire a ribaltare un risultato che sulla carta appariva più abbordabile rispetto al triplice svantaggio rimontato ieri dai portoghesi.




