Bodo/Glimt-Inter, la notte dei guai: sconfitta e infortunio per Lautaro Martinez

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non basta, evidentemente, la maledizione del sintetico di Bodo. Anche l’Inter di Cristian Chivu, ieri sera, è andata a infrangere gli scogli del mare norvegese, uscendo con le ossa rotte dall’Aspmyra Stadion. I nerazzurri sono stati sconfitti per tre a uno nell’andata dei playoff di Champions League, incassando il colpo da una squadra, il Bodo/Glimt, che ormai in Europa ha fatto del gelo e del terreno artificiale la propria arma più letale. E, come se non bastasse il passivo pesante in vista del ritorno a San Siro, la truppa di Chivu ha visto infortunarsi Lautaro Martinez, uscito zoppicante a un quarto d’ora dalla fine e la cui assenza, qualora gli esami di domani confermassero la gravità del danno, potrebbe rivelarsi un macigno ancor più pesante della doppietta subita nel giro di tre minuti.

La partita, in sé, aveva raccontato di un primo tempo in equilibrio. Erano stati i padroni di casa, al ventesimo, a passare con Sondre Brunstad Fet, bravo a sfruttare un tacco illuminante di Kasper Hogh. Una sveglia per l’Inter, che dieci minuti più tardi trovava il pari con il giovane Francesco Pio Esposito: il centravanti, giocando di sponda su un assist di Carlos Augusto, insaccava con decisione. Un gol, il suo, che già nel dopo gara ha acceso il dibattito: rivedendo le immagini, appare chiara una deviazione con il braccio, un contatto che per la maggior parte delle regole vigenti avrebbe dovuto portare alla annullamento della rete. L’arbetro, invece, lasciò correre, graziando di fatto una squadra che già nel derby d'Italia aveva beneficiato di un episodio controverso. E se la Juve, poche ore prima, era stata travolta cinque a due dal Galatasaray, anche l’Inter sembrava potesse uscire indenne dalla serata, forte di quel pareggio sofferto ma, tutto sommato, giusto.

L’uragano Hogh e la festa norvegese

La ripresa, però, ha cambiato completamente il copione. Perché il Bodo/Glimt non è squadra che viva di ricordi e, come già aveva fatto con il Manchester City nella fase campionato, ha piazzato il break decisivo in pochi minuti. Al sessantunesimo, Jens Petter Hauge, ex Milan, ha ricevuto palla e di collo pieno ha trafitto Yann Sommer, realizzando una rete di pregevole fattura. L’Inter, ancora frastornata, non ha avuto nemmeno il tempo di organizzare una reazione: tre minuti più tardi, lo stesso Hogh, che aveva già servito due assist, ha chiuso i conti insaccando a porta vuota un cross di Blomberg. Per il Bodo, quella contro i nerazzurri è la terza vittoria pesantissima in questa Champions, dopo quelle con City e Atletico Madrid. Una serie di imprese che, al fischio finale, ha scatenato la festa tra giocatori e tifosi: nel gelo polare della Norvegia, la temperatura si è alzata per l’entusiasmo di un popolo che sogna la qualificazione agli ottavi.

L’allarme per Lautaro e le parole di Chivu

Se il ko sul campo ha complicato i piani di qualificazione, la notizia peggiore è arrivata dall’infermeria. Lautaro Martinez, dopo un’azione, si è accasciato al suolo toccandosi il polpaccio: uscito subito per far posto a Thuram, è rientrato mestamente in panchina per poi recarsi negli spogliatoi. Nel dopogara, Chivu non ha nascosto la preoccupazione. “Secondo me l’abbiamo perso, si è fatto male”, ha dichiarato l’allenatore ai microfoni, parlando di un infortunio “abbastanza serio”. I primi timori parlano di uno stiramento che potrebbe costringere l’argentino a uno stop di circa un mese, ma saranno gli esami strumentali di venerdì a chiarire l’entità esatta del danno. Alle già pesanti assenze di Calhanoglu, Barella e Dumfries, dunque, si aggiungerebbe quella del proprio capitano e faro offensivo. Un'emergenza che rischia di costare cara non solo in Champions, ma anche in campionato, dove domenica c’è la trasferta di Lecce e dove pure Zielinski e Akanji sono in dubbio. La notte di Bodo, per l’Inter, è stata una tempesta perfetta.

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