Bodo/Glimt-Inter, notte fonda tra i fiordi: Lautaro si ferma, preoccupano le condizioni di Zielinski

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La spedizione nerazzurra oltre il Circolo Polare Artico, una trasferta che già alla vigilia appariva irta di insidie per via di un terreno di gioco sintetico definito “di vecchia generazione” dallo stesso presidente Beppe Marotta -5, si è trasformata in un vero e proprio calvario. Non tanto, o non solo, per il pesante 3-1 incassato dall’undici di Cristian Chivu, risultato che complica il discorso qualificazione ma che lascia aperto uno spiraglio in vista del ritorno a San Siro. La sconfitta più dura, quella destinata a lasciare il segno nel prosieguo della stagione, rischia di essere quella maturata sul piano fisico: il capitano Lautaro Martinez è uscito dal campo zoppicando vistosamente a un’ora dall’inizio del match e, come se non bastasse, anche Piotr Zielinski avrebbe accusato qualche problema. Una notte fonda, insomma, per l’Inter, costretta a fare i conti con un’emergenza che potrebbe ridisegnare gli equilibri dello spogliatoio.

Il ko di Lautaro: uno stiramento che costringerà lo staff a valutare i tempi di recupero

Le immagini del Toro che abbandona il rettangolo di gioco dell’Aspmyra Stadion, con il volto contratto in una smorfia di dolore e la mano a sorreggere il polpaccio, hanno gelato i tifosi e l’ambiente. Il tutto è accaduto al minuto sessantuno, quando l’attaccante argentino, dopo uno scatto, ha avvertito un fastidio tale da convincere Chivu a sostituirlo immediatamente con Marcus Thuram, per evitare conseguenze peggiori -6. L’inviato di Prime Video, Alessandro Alciato, ha riferito di un dolore persistente avvertito dal giocatore anche nel percorso che lo riportava in panchina -1, un dettaglio che ha fatto scattare immediatamente l’allarme rosso. L’allenatore rumeno, nel post-partita, non ha usato giri di parole: “Secondo me l’abbiamo perso, si è fatto male. È abbastanza serio” -3-8. Parole pesanti, quelle di Chivu, che lasciavano presagire uno stop prolungato per il numero 10. Tuttavia, a gettare una luce meno tetra sulla vicenda ci ha pensato l’esperto di calcio argentino Gaston Edul, intervenuto ai microfoni di Tyc Sports: secondo le sue ricostruzioni, basate su informazioni filtrate dall’entourage del calciatore, non si tratterebbe di una lesione grave, bensì di uno stiramento al polpaccio, un infortunio muscolare che, seppur doloroso e fastidioso, dovrebbe tenere l’attaccante lontano dai campi per un periodo circoscritto, stimabile in qualche settimana -4. Saranno naturalmente gli esami strumentali, cui Lautaro verrà sottoposto non appena rientrato a Milano, a fugare ogni dubbio e a stabilire l’entità esatta del danno e i tempi di recupero necessari -1.

L’allarme di Chivu e le insidie del sintetico: “Qualche altro calciatore non è al massimo”

Il cruccio di Cristian Chivu, però, non si limita alle condizioni del suo capitano. Il tecnico, al termine della gara, ha parlato apertamente di una “conta” da fare nello spogliatoio, un’espressione che lascia intendere come i problemi fisici possano essere più di uno. “L’infortunio di Lautaro è abbastanza serio – ha spiegato l’allenatore – ma non è l’unico calciatore ad avere qualche problema” -3. Una dichiarazione, questa, che ha immediatamente allargato il raggio d’indagine sui possibili malanni di squadra. Il riferimento, quasi certamente, è a Piotr Zielinski, il centrocampista polacco uscito malconcio dalla sfida e le cui condizioni andranno valutate con attenzione nei prossimi giorni. La trasferta norvegese, del resto, presentava insidie note e prevedibili, a partire dal clima rigido e da un manto in erba sintetica che, come denunciato nei giorni scorsi, presentava persino delle pieghe pericolose sulle fasce, capaci di mettere a rischio l’incolumità dei calciatori in fase di cambi di direzione o di scatto -9. Un cocktail micidiale, quello tra freddo e terreno “traditore”, che ha mietuto le sue vittime, costringendo l’Inter a fare i conti con un conto salatissimo pagato a caro prezzo.

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