Processo Open Arms, Salvini e la richiesta di risarcimento milionario
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Redazione Interno
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Nel processo Open Arms, iniziato tre anni fa contro Matteo Salvini, le parti civili hanno chiesto un risarcimento danni di oltre un milione di euro. Gli avvocati rappresentano sia singoli naufraghi sia associazioni e organizzazioni non governative. Salvini, attuale vicepremier, è imputato per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio. Il pubblico ministero ha chiesto sei anni di carcere per il leader della Lega.
Il caso risale a cinque anni fa, quando Salvini, allora ministro dell'Interno, impedì lo sbarco di 147 migranti a bordo della nave Open Arms. La decisione scatenò un acceso dibattito politico e mediatico. Ora, con il processo in corso, le richieste di risarcimento si aggiungono alle accuse penali.
Durante l'udienza del 20 settembre, gli avvocati delle parti civili hanno sottolineato la gravità delle azioni di Salvini, chiedendo alla Corte di riconoscere anche la responsabilità civile. Salvini ha replicato alle richieste di risarcimento con una dichiarazione provocatoria, paragonando la situazione a un gioco televisivo.
Il processo riprenderà il 18 ottobre con l’arringa della difesa di Salvini. Nel frattempo, il vicepremier ha trovato il tempo per un incontro con il premier ungherese Viktor Orban, che lo ha definito "il patriota più ricercato d’Europa".




