Napoli, allarme per Milinkovic-Savic alla vigilia dello scontro con la Juventus
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Redazione Sport
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Il Napoli, che domenica pomeriggio affronterà la Juventus allo Stadium, deve fare i conti con un'ulteriore e preoccupante defezione nell'undici titolare. Il portiere Vanja Milinkovic-Savic, ormai stabile tra i pali dopo la lunga assenza di Alex Meret, è infatti alle prese con un fastidioso risentimento muscolare emerso nelle ultime ore di preparazione, una circostanza che ne mette in serio dubbio la presenza dal primo minuto in un match dal valore assoluto. L'allenatore Antonio Conte, come riferito dal giornalista Francesco Modugno, è così costretto a valutare con estrema attenzione le condizioni del giocatore, tenendo in preallarme proprio Meret, reduce a sua volta da un lungo stop per un problema alla spalla che lo ha tenuto lontano dal campo dalla fine di settembre.
La situazione tra i pali e la decisione rimandata se da un lato il serbo, le cui prestazioni hanno costituito un punto fermo della difesa partenopea negli ultimi mesi, cercherà fino all'ultimo di dimostrare di essere recuperato, la dirigenza tecnica è obbligata a preparare un piano alternativo, considerando che il reparto è già falcidiato da altri infortuni di peso. Conte, che dovrà necessariamente operare una scelta ponderata per un ruolo così delicato, ha quindi preferito rimandare ogni verifica definitiva alla vigilia della partita, lasciando aperte entrambe le opzioni pur nella consapevolezza che un cambio in porta, in una sfida di tale caratura, rappresenta sempre un elemento di potenziale discontinuità.
Il contesto di una lista infortunati già lunga l'ipoteca sul portiere titolare si inserisce, del resto, in un quadro complessivo particolarmente complicato per il club campano, costretto a rinunciare a diversi altri elementi chiave a causa di problemi fisici di varia natura. All'appello mancheranno, a prescindere dalla condizione di Milinkovic-Savic, giocatori del calibro di Politano e Anguissa, oltre a De Bruyne e Neres, il che priva Conte di opzioni importanti sia in fase di costruzione che in quella finalizzativa. Una situazione, questa, che impone al tecnico salentino di trovare soluzioni creative e di sperare nella massima concentrazione da parte di chi scenderà in campo, chiamato a sopperire con la grinta e l'organizzazione alla carenza di individualità tecniche normalmente insostituibili.




