Amar Kudin, l'ultimo saluto al poliziotto rugbista
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
TREVISO – Fiori, messaggi, magliette, visite e lacrime hanno caratterizzato la camera ardente allestita alla casa funeraria di Ivan Trevisin, in viale Vittorio Veneto, dove numerose persone sono giunte per rendere omaggio alle spoglie dell’agente di polizia e rugbista Amar Kudin, tragicamente perito nell’incidente di inizio settimana a Roma. Tra i tanti messaggi e mazzi di fiori, spicca il toccante tributo della collega Giada, che quella mattina all’alba era alla guida dell’auto coinvolta nello schianto con un altro mezzo della polizia di Stato.
Giovedì mattina, 21 novembre, si è aperta la camera ardente nel reparto Volanti della Questura di Roma per l’ultimo saluto ad Amar Kudin, il poliziotto rugbista di 32 anni morto all'alba di lunedì 18 novembre in un tragico incidente stradale tra due volanti mentre era in servizio. A portare il loro cordoglio a mamma Vesna, alla sorella Taima e alla fidanzata Anna, sono intervenuti il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il capo della Polizia Vittorio Pisani e il prefetto di Roma Lamberto Giannini.
Il collega dell'agente morto ha espresso un dolore grandissimo, un vuoto incolmabile lasciato dalla perdita di Amar. Ha descritto il buio e il freddo di quella notte come una tempesta senza fine, un ricordo che difficilmente andrà via dal suo cuore. Nonostante si fossero conosciuti solo da pochi giorni, Amar e il collega erano subito entrati in confidenza, legati da una profonda amicizia e da valori etico-professionali indiscutibili.
L'ultimo saluto ad Amar Kudin è stato segnato dal silenzio delle volanti in sirena e dalla vicinanza delle autorità alla famiglia.




