La famiglia Cecchettin chiede 2 milioni, come si calcola il risarcimento di un vuoto incolmabile
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Redazione Interno
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VENEZIA – Come si può quantificare un vuoto incolmabile? Come si può associare una cifra alla perdita di una persona, chiedendo a qualcuno di pagare un “prezzo” se un prezzo non potrà mai esistere? Sono queste le domande che si è dovuto porre, insieme ai suoi colleghi, Stefano Tigani, l’avvocato di Gino Cecchettin, il papà di Giulia. Il legale, nella sua costituzione di parte civile durante il processo a Filippo Turetta, ha spiegato che la richiesta di risarcimento di 2 milioni di euro non è altro che un tentativo di dare un valore, seppur simbolico, a una perdita che non potrà mai essere colmata.
Dopo la richiesta di ieri di una condanna all'ergastolo per Filippo Turetta da parte del pm di Venezia Andrea Petroni, oggi la parola nel processo per l'omicidio di Giulia Cecchettin passa alla difesa. Gli avvocati Giovanni Caruso e Monica Cornaviera terranno la loro arringa davanti alla corte d'Assise di Venezia e per il 22enne chiederanno la pena che gli spetta, con la speranza che il carcere assuma la sua funzione di rieducazione e possa permettere al giovane, accusato dell'omicidio dell'ex fidanzata, di capire il disvalore del suo gesto e avere la possibilità, data la sua giovane età, di riscattarsi.
La difesa di Filippo Turetta ha sostenuto che Giulia Cecchettin non aveva paura di lui: non aveva cambiato le sue abitudini di vita, si stava per laureare. «Io sono il colibrì, voi siete il leone, non abbandonate la foresta in fiamme. Non dovete comprendere Filippo, dovete mettere un argine, quello della legalità», ha spiegato, ricordando che quello a Filippo Turetta non è un processo indiziario: c'è da decidere solo la condanna. A proposito della premeditazione, il legale afferma: «Se c'è uno che non sa premeditare alcunché è Filippo Turetta. Non me ne voglia Filippo ma, a meno che non sia il più consumato degli attori, è insicuro: è insicuro di fare gli esami, non sa se riprendere a giocare a pallavolo, non sa se Giulia è ancora innamorata di lui».
Che Giulia Cecchettin avesse timore di Turetta è la stessa Giulia a dirlo, proprio a Filippo, in un audio di risposta che gli invia il 7 novembre, pochi giorni prima di essere uccisa.




