Puglia, rientrano i blocchi: carburante ai distributori e tavolo ex Ilva il 27 ottobre
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Redazione Interno
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Le autobotti hanno ripreso a circolare sulle strade della Puglia e della Basilicata, mentre in Calabria i primi rifornimenti sono partiti dai depositi di Vibo Valentia nel pomeriggio di domenica 18 ottobre. La rimozione dei presidi dei lavoratori dell'ex Ilva agli accessi della raffineria Eni di Taranto ha permesso di sbloccare la filiera logistica che per giorni ha tenuto a secco centinaia di impianti di distribuzione, con il 60-70% delle stazioni di servizio del Sud rimaste senza benzina e gasolio secondo una stima del segretario della Fegica Alessandro Zavalloni.
Le conseguenze si erano fatte sentire anche sugli aeroporti di Bari e Brindisi, dove Aeroporti di Puglia ha revocato i Notam emessi il 13 ottobre per la disponibilità limitata di carburante destinato agli aeromobili.
La vertenza siderurgica e la tregua negoziale
Lo sciopero nello stabilimento di Taranto, proclamato dai sindacati metalmeccanici all'indomani dell'annuncio di Acciaierie d'Italia sullo stop all'area a caldo, si è chiuso alle 23 di venerdì 16 ottobre dopo cinque giornate di mobilitazione. La decisione è maturata al termine dell'incontro convocato in Regione Puglia dal presidente Antonio Decaro, che ha portato alla sottoscrizione di una piattaforma unitaria con istituzioni locali e forze politiche di maggioranza e opposizione.
Il documento recepisce le richieste del consiglio di fabbrica del 7 ottobre: tutela congiunta di salute e occupazione, avanzamento del percorso di decarbonizzazione e strumenti per gestire gli esuberi, dagli incentivi all'esodo al riconoscimento del lavoro usurante. Il governo ha convocato il tavolo decisivo a Palazzo Chigi per il 27 ottobre alle 17, con il coinvolgimento dei rappresentanti sindacali.
Il nodo della raffineria e l'effetto a catena sui territori
La raffineria Eni di Taranto rappresenta uno snodo strategico per l'approvvigionamento di carburanti dell'intero Mezzogiorno: l'interruzione dei flussi verso i depositi di Vibo Marina aveva prosciugato le scorte in Calabria, mentre in Puglia oltre 150 dei circa 300 impianti della rete Enilive erano rimasti a secco giovedì 15 ottobre. La riapertura dei varchi ha consentito alle autocisterne di ripartire, ma le consegne procedono a singhiozzo e diversi distributori restano in attesa delle forniture, con tempi di normalizzazione differenti da impianto a impianto.
A Bari la Q8 di via Giulio Petroni ha ricevuto nuova benzina ma per il gasolio occorre attendere lunedì, mentre all'Esso di viale Europa il prossimo rifornimento è previsto all'inizio della settimana.
Autotrasportatori e agricoltori: i presidi che restano
Mentre la vertenza siderurgica osserva una pausa in attesa del confronto romano, il fronte del caro carburanti non si è chiuso. La protesta proclamata da Fedralog in Calabria è scattata domenica e proseguirà fino al 20 ottobre con una quindicina di presidi tra l'aeroporto di Lamezia Terme, il porto di Gioia Tauro e gli svincoli della A2, senza blocchi stradali ma con restringimenti di carreggiata che rallentano la circolazione.
In Puglia gli autotrasportatori e gli agricoltori continuano a presidiare snodi come la tangenziale di Andria, dove la sindaca Giovanna Bruno ha annunciato l'istituzione di un tavolo comunale di crisi, e le arterie della Capitanata dall'A14 nella zona di Poggio Imperiale e Lesina all'A16 nei pressi di Candela.
Le sigle dell'autotrasporto denunciano il mancato arrivo dei 440 milioni stanziati a maggio per contrastare il caro gasolio e chiedono un incontro urgente al governo, mentre il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha convocato per il 27 ottobre le rappresentanze di Puglia, Calabria e Sicilia.
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