Torino, D’Aversa non si accontenta: "Partita magistrale, ma non abbiamo ancora fatto nulla"
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Redazione Sport
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Il Torino cala il poker nel turno infrasettimanale e lo fa con una prestazione che il suo allenatore, Roberto D’Aversa, non ha esitato a definire “magistrale” al termine dei novanta minuti. All’Olimpico Grande Torino, gli undici in campo hanno prima subito il contraccolpo psicologico del pareggio di Mateo Pellegrino, arrivato al ventesimo sugli sviluppi di un cross di Gabriel Strefezza che ha fulminato la difesa di casa, per poi scatenarsi nella ripresa e travolgere gli avversari con un parziale di tre reti, frutto anche di una fiammata di due minuti che ha mandato in tilt la retroguardia ducale. Un successo netto, quello per 4-1 maturato grazie alle firme di Giovanni Simeone, Emirhan Ilkhan, a un'autorete di Mandela Keita e al sigillo nel recupero di Duvan Zapata, che rilancia le ambizioni dei granata in ottica salvezza.
Nonostante il punteggio tennistico e la seconda vittoria consecutiva tra le mura amiche dopo il 2-0 rifilato alla Lazio, il tecnico ex Parma ha frenato gli entusiasmi, sottolineando come la strada sia ancora lunga. L’aveva del resto presentata, alla vigilia, come una di quelle sfide in grado di tracciare un solco non soltanto in graduatoria, ma anche nell’inerzia emotiva di un gruppo che fino a poche settimane fa brancolava nel buio. E se la sconfitta patita al Maradona contro il Napoli avrebbe potuto lasciare strascichi, D’Aversa ha invece elogiato la reazione dei suoi, capaci di trasformare la delusione in carburante: i ragazzi, ha spiegato, hanno lavorato con entusiasmo e la vittoria ne è la diretta conseguenza.
La panchina di lusso e il messaggio a Cesare Casadei
Tra gli argomenti caldi del post-partita, però, non c’è stato solo il poker messo a segno, ma anche chi quel poker lo ha guardato dalla panchina. Cesare Casadei, centrocampista dal passato nel Chelsea e con numeri importanti all’attivo nonostante un impiego a singhiozzo – basti pensare che nel 2026 è andato in rete quattro volte, risultando il miglior marcatore della squadra nell’anno solare – è rimasto seduto per tutti i novanta minuti, senza nemmeno ricevere l’ordine di scaldarsi. Una scelta tecnica forte, che D’Aversa ha motivato con un’analisi che suona come un campanello d’allarme per il giovane.
Il ragazzo, ha dichiarato l’allenatore ai microfoni di Sky Sport, possiede tutte le qualità per diventare un giocatore importante, quelle che lo hanno portato fin da giovanissimo in un club del calibro del Chelsea, ma è proprio quel percorso forse troppo rapido ad aver influenzato la sua crescita. Nel calcio, ha scandito D’Aversa con una certa durezza, nulla viene regalato, e se un elemento con le sue potenzialità, uno che avrebbe nelle gambe una decina di gol a stagione, lascia spazio al dubbio sulla propria titolarità, allora è lui il primo a doversi porre delle domande. Un messaggio chiaro, che pone l’accento sulla continuità, non solo in partita, ma anche nel quotidiano, negli allenamenti e nell’approccio alla vita professionale.
La classifica sorride, ma l’orizzonte resta cauto
Il successo contro il Parma proietta il Torino al tredicesimo posto in classifica, a quota trentatré punti, a sole una lunghezza di distanza proprio dai ducali e con un margine di nove lunghezze sulla zona calda occupata dalla Cremonese. Un margine che, sulla carta, potrebbe persino apparire rassicurante, ma che D’Aversa vuole gestire senza voli pindarici. La squadra, reduce da tre risultati utili nelle ultime quattro uscite se si esclude il ko di Napoli, ha ritrovato solidità e cinismo, due qualità che erano mancate per larghi tratti della gestione precedente.
I meccanismi iniziano a funzionare, lo si è visto nella ripresa quando gli undici in campo hanno prima piazzato il colpo del knockout e poi amministrato senza affanni, con Paleari vigile nelle poche sortite avversarie. Ma il tecnico granata ripete come un mantra che non si è ancora fatto nulla: la strada per la salvezza matematica è ancora in salita e ogni punto dovrà essere sudato. La prova di carattere c’è stata, così come la risposta di chi è subentrato dalla panchina – uomini come Zapata, che ha chiuso i conti in pieno recupero – a dimostrazione che il gruppo segue il trainer e ne assimila i dettami.
Un avversario ridimensionato dopo la fuga
Dall’altra parte, il Parma di Carlos Cuesta incassa la prima sconfitta dopo un mese e mezzo di risultati utili consecutivi, una striscia che aveva risollevato le sorti dei ducali e che si interrompe proprio all’Olimpico. La squadra ospite, dopo aver retto il campo per tutto il primo tempo e aver trovato il meritato pareggio, è crollata nella ripresa, tradita da due autogole che hanno spezzato le gambe e dalla difficoltà di reagire allo svantaggio. Per gli emiliani, ora fermi a trentaquattro punti, il campionato resta in discesa, ma la battuta d’arresto serve a ricordare quanto il campionato sia equilibrato e quanto ogni domenica nasconda insidie. La classifica, peraltro, vede il Como e la Roma in piena corsa per l’Europa e la Juventus e l’Atalanta incollate nella parte alta, a testimonianza di una Serie A che non concede pause.




