Giulia Michelini si confessa a “Belve”: l’ayahuasca, i rutti d’ansia e quel figlio che l’ha “salvata”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   “La gente dice che so’ pazza”. È con questa esplosiva dichiarazione d’intenti, pronunciata quasi come un biglietto da visita, che Giulia Michelini si è seduta sul celebre (e scomodo) sgabello di Francesca Fagnani, regalando al pubblico di Rai 2 una delle interviste più autentiche e destabilizzanti di questa stagione. L’attrice, che deve la sua popolarità a ruoli intensi come quello della boss Rosy Abate, ha costruito la sua narrazione alternando momenti di commedia involontaria a crepe emotive profonde, rifiutando qualsiasi forma di autocensura. In un’ora di televisione, quella che abbiamo visto è stata una donna in costante lotta con l’ansia da prestazione e con l’idea stessa di celebrità, un’artista che, pur avendo calcato i red carpet più importanti, confessa di sentirsi sempre “fuori come una sedia a sdraio”.

Visioni e catarsi: il fascino pericoloso dell’ayahuasca

Uno dei momenti più discussi della serata ha riguardato l’approccio dell’attrice alle esperienze extraree e alle sostanze. Incalzata dalla conduttrice su un presunto “viaggio orientale” – che Fagnani ha subito tradotto in un sospetto viaggio lisergico – la Michelini ha abbassato ogni schermo difensivo. Ha rivelato di aver fatto ricorso per tre volte all’ayahuasca, un intruglio amazzonico dalle proprietà allucinogene, descrivendo un’esperienza tutt’altro che ludica: “Ho pianto otto ore di fila, ho avuto le visioni”. Se da un lato ha sdrammatizzato proponendo alla giornalista di intraprendere questo viaggio insieme (“Andiamo? Chissà che mostri vedremmo”), dall’altro ha restituito il quadro di una ricerca interiore spasmodica, lontana dai semplici stereotipi della trasgressione da jet set. Una sincerità, quella sull’uso di droghe, che ha infranto i soliti luoghi comuni del gossip, presentandosi come una confessione lucida sulla fragilità e sulla continua ricerca di un equilibrio.

“Spesso rutto”: quando l’ansia diventa un tic inconfessabile

Se c’è un passaggio che ha rotto definitivamente la quarta parete tra la diva e lo spettatore, questo è senza dubbio il racconto del suo difetto più sgradevole. Alla domanda a bruciapelo di Francesca Fagnani, Giulia Michelini non ha cercato un vezzo aristocratico o una stranezza glamour, ma ha tirato fuori la verità più cruda e imbarazzante: “Io spesso rutto”. Ha specificato che non si tratta di una patologia, ma di una manifestazione fisica della sua costante agitazione: “L’ansia lo fa”. La scena successiva, in cui ha imitato il suono che emette appena sveglia o la confessione che le era capitato addirittura nel corridoio della Rai poco prima dell’intervista, ha trasformato lo studio in un teatro dell’assurdo. È proprio in questa mescolanza di imbarazzo genuino e autoironia tagliente che la Michelini ha trovato la sua cifra stilistica, demolendo con una risata quell’immagine patinata che spesso accompagna le attrici di successo.

La maternità come ancora di salvezza

L’intervista, però, non è stata solo una passerella di stranezze o di aneddoti esilaranti. Il registro è cambiato radicalmente quando il racconto è scivolato sul tema della maternità. L’attrice, che è diventata madre a soli diciannove anni, ha ripercorso il momento in cui, in una sala d’aspetto, stava per interrompere la gravidanza per poi cambiare idea all’ultimo secondo. Con la voce incrinata dalle lacrime – che ha cercato disperatamente di trattenere – ha spiegato il perché di quella scelta controcorrente: “Senza di lui mi sarei persa”. Un’affermazione potentissima, che ha riassunto in poche parole un’intera esistenza. Cresciuto quel figlio da sola, combattendo tra set e difficoltà quotidiane, la Michelini ha restituito l’immagine di un rapporto viscerale, descrivendo il ragazzo come la vera àncora di salvezza in un mare di insicurezze professionali e personali. Un contrasto netto, quello tra la fragilità dell’attrice in preda all’ansia e la forza della madre che ha saputo ricostruire se stessa attraverso l’amore per un figlio.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.