Mattia Agostinacchio, dal fango all'Europa: "Con Viezzi una rivalità che fa bene"
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Redazione Sport
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Il suggestivo, fangoso scenario di Middelkerke ha fatto da cornice a un'impresa che conferma la vitalità del ciclocross italiano, grazie alla straordinaria prestazione di Mattia Agostinacchio. Il valdostano, classe 2007 e alla sua prima annata tra gli Under 23, ha conquistato il titolo europeo con una rimonta partita dalla settima posizione, un'azione che gli ha permesso di tagliare il traguardo in solitaria, staccando di sedici secondi l'olandese Haverdings e di venti il belga De Bruyckere. Dopo l'oro continentale e il titolo mondiale vinti tra gli juniores, questo successo segna un passaggio di livello fondamentale, dimostrando una maturità atletica e mentale superiore alla sua giovane età.
Una doppietta che parla italiano
La festa azzurra in Belgio, del resto, non si è limitata al solo Agostinacchio. Nella stessa manifestazione, infatti, si è registrata un'altra prestazione di altissimo livello con la doppietta nella categoria Junior maschile, dove Filippo Grigolini ha vinto l'oro e Patrik Pezzo Rosola l'argento. I due giovani talenti, guidati dall'esperto Daniele Pontoni, hanno controllato la gara sin dalle prime battute, contendendo il podio al favorito belga Giel Lejeune e confermando, in questo modo, la bontà del lavoro svolto dal settore giovanile nazionale.
L'equilibrio tra strada e ciclocross
Agostinacchio, che già si allena con i professionisti della EF Education-EasyPost, squadra con cui approderà nel World Tour la prossima stagione, ha parlato della sua capacità di destreggiarsi tra le due discipline. "Su strada mi considero un tuttofare", ha dichiarato, sottolineando come la versatilità sia una delle sue armi migliori. Questo approccio, che unisce la potenza necessaria per la strada alla tecnica richiesta dal fango, gli permette di affrontare le gare con un bagaglio completo, trovando in ciascuna specialità degli stimoli differenti che arricchiscono la sua preparazione.
Il rapporto con Viezzi
Un aspetto particolare della sua crescita è il rapporto con Stefano Viezzi, un connazionale con cui condivide non solo la passione per il ciclocross ma anche una sana rivalità. "Con Stefano c'è un confronto continuo", ha spiegato Agostinacchio, "una competizione che spinge entrambi a dare il massimo ogni volta che gareggiamo". Questa dinamica, fatta di stima reciproca e di una spinta a migliorarsi, rappresenta per lui un motore importante, un elemento in più che contribuisce a forgiare il carattere di un atleta ormai pronto per le sfide più ambiziose del ciclismo mondiale.




